Camerata Musk? Ecco il vero significato del suo gesto…

martedì, 21 Gennaio 2025
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L’ha fatto apposta per provocare? O è veramente fascista? Da ieri i social sono divisi sul gesto di Elon Musk, che durante un evento per ringraziare i sostenitori di Donald Trump si è esibito in un saluto romano in perfetto stile mussoliniano.

Per molti è stato un vero e proprio pugno nello stomaco. Per altri una sorta di gesto liberatorio dopo le accuse di filofascismo che gli sono piovute addosso nelle ultime settimane.

Di certo Elon si starà divertendo come un matto ad assistere ai commenti isterici degli opinionisti progressisti, politicamente corretti e, naturalmente, antifascistissimi. Molti di questi sono letteralmente usciti fuori dai gangheri, come ad esempio Roberto Saviano, che si è abbandonato a un autentico delirio.  «Che tu sia maledetto Musk», ha sibilato l’autore di “Gomorra”, il quale ha concluso augurando il peggio all’uomo più ricco del mondo: «La fine di tutto questo sarà violenta, la sua caduta sarà pari a quella di coloro a cui storicamente si richiama con questo gesto. Cadrà Musk per mano di coloro che ora aizza alimentati dalla stessa violenza che pratica». Esagerato…

Il referente italiano di Musk ha provato a sdrammatizzare la querelle buttandola sullo scherzo. «L’Impero romano è tornato, a cominciare dal saluto romano», ha detto in un post su X Andrea Stroppa, che poi ha aggiunto: «Quel gesto, che alcuni hanno scambiato per un saluto nazista, è semplicemente Elon, che è autistico, mentre esprime i suoi sentimenti dicendo “Voglio darti il mio cuore”, ed è esattamente ciò che ha comunicato al microfono».

Che si tratti di un gesto “d’affetto” è cosa che naturalmente non regge. È chiaro che il patron di Tesla conosce perfettamente il significato storico, politico e simbolico del braccio teso e ha voluto esplicitamente compiere una provocazione in piena regola.

Che tipo di provocazione? Diciamo che non andiamo molto lontano dal vero se proviamo a richiamare la celebre battuta di Alberto Sordi nel “Marchese del Grillo”: «Io so’ io e voi nun siete un c…». E quindi è come se dicesse: «Io sono Musk e mi posso permettere certi gesti. Voi vi arrabbiate? Sguazzate pure nella vostra bile».

Insomma, non ci troviamo di fronte a una professione di fede “fascista”, ma a una sorta di manifestazione di superiorità e di potenza. Il padrone di X si burla di tutti coloro che vedono il fascismo ovunque. E ciò al solo scopo di demonizzare quelli che non la pensano come loro o perché magari non hanno altri argomenti. È un voler ridicolizzare la cultura dell’anatema, con la quale gli esponenti più aggressivi dell’intellighenzia mondiale della sinistra, a partire dai fanatici del credo woke, hanno preso d’assalto per anni la memoria storica occidentale, intimidendo professori, scrittori, giornalisti e tutti coloro che hanno osato contrastare le loro farneticanti teorie. «Zitto tu che sei reazionario. E ti impediamo anche di parlare».

Hanno voluto censurare il nostro lessico e il nostro immaginario? Oggi si ritrovano con il saluto romano globale, vale a dire con il gesto più esecrato che ci sia. Ma se la sono in fondo cercata.

Non sappiamo se Elon Musk abbia mai sentito parlare di Corrado Guzzanti. Ma, visto che a “sdogare” il saluto romano sia oggi il patron delle imprese spaziali sul Pianeta Rosso, il pensiero non può che correre a “Fascisti su Marte”, film del 2006. Anche i comici, se vogliamo, sono un po’ profeti.

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