Gianfranco Fini sulla destra di governo:”An è stata il riformismo del futuro” | Video

giovedì, 30 Gennaio 2025
4 minuti di lettura

A trent’anni dalla svolta di Fiuggi, la destra italiana ha completato un percorso di crescita politica e culturale che l’ha portata a essere una forza di governo credibile, capace di coniugare identità e riformismo. Le parole di Gianfranco Fini, pronunciate in occasione del convegno sui 30 anni di Alleanza Nazionale al Senato, offrono una chiave di lettura fondamentale per comprendere questa evoluzione e rilanciare anche in prospettiva il progetto politico che ha trovato in Fratelli d’Italia il culmine dell’ascesa.

Gianfranco Fini, il video del suo discorso per i 30 anni di Alleanza Nazionale

Fini ha sottolineato come la sfida fosse quella di non fermarsi alla protesta ma di dimostrare capacità di governo quando si fondò 30 anni fa il glorioso progetto di Alleanza Nazionale delle ceneri del Movimento Sociale Italiano: “Era indispensabile presentare non solo persone credibili, ma presentare anche un programma che non fosse solo la volontà di protestare contro un sistema che non c’era, la volontà di dire sì, noi siamo onesti, gli altri no, la volontà di dire che cosa, combattiamo il comunismo, si è risolto, no, troviamo che dobbiamo cercare di dimostrare che siamo in grado di governare, abbiamo le capacità, le qualità, le modalità per comprendere la società, indispensabili per governare, e siccome non potevamo certo riscrivere la storia dicendo anche noi abbiamo fatto parte dell’Assemblea Costituente, avevamo il dovere di rendere la destra, che era già stata ampiamente legittimata dagli elettori, stabilmente idonea a governare, abilitata a governare.”

Questa affermazione segna il passaggio da una destra che si percepiva come alternativa al sistema a una destra che si assume la responsabilità di guidare il Paese con una visione chiara e pragmatica.

Un progetto politico radicato nei valori Costituzionali allora come oggi

Uno degli attacchi storici della sinistra alla destra è stato quello di accusarla di non riconoscersi nei valori fondamentali della Costituzione. Su questo punto, Fini è stato chiaro: “Oggi il problema della Costituzione è stato superato, è stato archiviato non solo per la storia, ma anche per l’assimilazione culturale. La destra ha il dovere di essere l’avanguardia di coloro che ritengono che i principi e i valori della Costituzione restano fermi, ma che la seconda parte deve essere riformata. Il dibattito sulle Riforme Costituzionali deve vedere la destra non sulla difensiva, ma come forza capace di incidere e cambiare la partita.”

La destra di governo ha dimostrato di essere capace di difendere la Costituzione senza rimanere ancorata a una lettura rigida e statica del testo. Il conservatorismo moderno non è la difesa dello status quo, ma un riformismo intelligente che parte dai valori fondanti per adattarli alle sfide del presente. Su questo aspetto al riforma del premierato è la madre della democrazia, anche perché nella storia repubblicana recente la sinistra non è mai andata al governo vincendo le elezioni ma tramite giochi di palazzo come con D’Alema.

L’Italia come guida del Nuovo Ordine Mondiale

Fini ha poi sottolineato come l’Occidente stia affrontando una crisi identitaria profonda: “O l’Occidente ricorda la sua impresiva identità, oppure rischiamo di essere di nuovo un raso d’acqua o un vaso di ferro, e i vasi di ferro non sono necessariamente la Cina. I vasi di ferro possono essere tutte quelle visioni del mondo che finiscono per collidere con gli aspetti essenziali dell’identità occidentale.”

La destra italiana non ha mai rinunciato alla difesa dell’identità nazionale e della cultura occidentale, ma ha saputo farlo senza cadere nel nazionalismo sterile. Il governo di Giorgia Meloni si inserisce perfettamente in questa linea: una leadership conservatrice che rivendica l’identità italiana nel contesto europeo e internazionale, senza isolarsi ma difendendo gli interessi del Paese. Su questo il padre della destra moderna ha sottolineato come anche la vittoria di Trump sia figlia di un rigetto dell’estremizzazione dell’ideologia woke.

Il coraggio di osare  e di crederci per la Destra di Governo

Uno dei passaggi più significativi del discorso di Fini riguarda l’approccio che la destra deve avere nei confronti del futuro: “La nostalgia deve essere quella del futuro, non del passato. Bisogna avere il coraggio di osare, di rischiare. L’unico futuro che possiamo costruire per l’Italia è quello che si può ottenere solo con intelligenza, con capacità di visione e con la volontà di credere nelle proprie idee. La destra deve essere all’avanguardia nel dare risposte alle sfide del nostro tempo, senza paure e senza complessi di inferiorità. È l’unico futuro che potremmo fare adesso in Italia, è di poter, con intelligenza di tutta l’Italia, dimostrare con i fatti il nostro desiderio di arricchire il problema, che vale ancora il punto di partenza di chi si iscrisse al Movimento Sociale Italiano, non perché ne sarà proprio un vantaggio, ma perché ci credo.”

Questo passaggio è un manifesto politico chiaro: il conservatorismo moderno non è chiusura, ma capacità di innovare senza tradire i propri principi. Il successo della destra italiana è stato proprio quello di aver saputo combinare tradizione e modernità, identità e pragmatismo.

Questa riflessione è il cuore pulsante della destra italiana di oggi. Non c’è solo la volontà di governare, ma il senso profondo di una missione politica che parte dalla storia, attraversa le sfide del presente e guarda con determinazione al futuro. Dopo trent’anni, il percorso iniziato con la svolta di Fiuggi ha trovato la sua realizzazione nel governo Meloni. Una leadership saldamente ancorata ai valori del centrodestra, capace di interpretare le esigenze di una società in continua evoluzione e di guidare l’Italia con autorevolezza in un mondo sempre più complesso.

Il messaggio di Fini è chiaro: la destra non può permettersi di fermarsi, né di accontentarsi. Deve continuare a osare, a rischiare e a credere nel proprio cammino. Perché il futuro si costruisce con il coraggio, non con la nostalgia del passato. La Destra quando vince va al governo, l’Italia è un paese di Destra e nel sogno di tutti i militanti dopo la vittoria della Meloni c’è quella di avere il primo presidente della Repubblica di destra. Il discorso di Fini, al netto delle varie vicissitudini giudiziarie, mostra una straordinaria lucidità e potrebbe rappresentare l’ideale anello di congiunzione tra riformismo e  conservatorismo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.