Tarocchi. Ecco spiegato il Secondo Arcano Maggiore: “La Papessa”

mercoledì, 12 Febbraio 2025
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Proseguiamo il nostro viaggio di apprendimento nella contrada tanto poco conosciuta quanto spesso denigrata dei Tarocchi.

L’Arcano Maggiore di cui oggi ci occuperemo è il Numero 2: La Papessa.

Questa velatissima signora seduta su un trono – o forse su una cattedra – tiene tra le mani un libro, che però non legge. Non ha bisogno di leggerlo, per saperlo, poiché il suo sapere la Papessa lo capta attraverso le antiche vie femminili della conoscenza: emotività, veggenza. E’ impregnata di sete spirituale e di saggezza, come espresso dalle tinte dominanti: l’azzurro e il porpora. E non solo delle vesti, ma anche di quel baldacchino che la protegge e la isola dal fragore diurno del mondo esterno, nemico dichiarato di ogni vero sapere.

È la Signora dei percorsi nascosti, s’intende assai bene con la Notte, con l’Inconscio e le sue tortuosità rivelatrici, è strettamente imparentata con l’antica Grande Madre mediterranea.

Ora, come già detto, se vogliamo che i Tarocchi si facciano filo d’Arianna e ci guidino nelle giravolte del Labirinto Vita occorre risvegliare in noi il pensiero analogico. Grazie a lui, ecco che la nostra Papessa oltre che alla Luna si associa alla Madre, al lungo tempo silente della gestazione, al segreto, alla riservatezza, alla pazienza, al sapere iniziatico, ai Misteri. Alla costanza, alla fecondità, alla cautela, alla prudenza. La sua purezza non ha nulla a che vedere con quella irriflessiva di una giovinetta. Al contrario, qui ci troviamo di fronte a una Madre priva di sensualità, tutta assorta nel suo compito di ‘fare anima’. E dal suo grembo così poco carnale, così velato e protetto noi ci aspettiamo di veder uscire, al posto d’un bimbo, un Sapere.

Illuminati Tarots – High Priestess

Ecco come un illustratore americano, Erik Dunne, nel mazzo ‘Illuminati Tarot’ creato insieme a Kim Huggens, ha immaginato la sua Papessa.

High Priestess, in inglese. La sua è forse la rappresentazione più ispirata e imponente di questo arcano silenzioso e solenne. Gelido e protettore. Intimo e remoto.

Nel nostro lungo viaggio attraverso i Tarocchi, scopriremo spesso come in ogni mazzo sia sempre reperibile, al di là della volontà dell’autore, una carta potremmo dire Regina.

‘And the winner is…’ vale anche per i Tarocchi. In genere, l’Arcano, vuoi maggiore o minore che in qualche modo si aggiudica l’Oscar va a finire dritto filato nella cover della confezione. E deve trattarsi, come sempre quando si parla di Arte – molti mazzi di Tarocchi sono veri manufatti artistici – di un qualcosa che l’artista non ha affatto programmato, ma che gli è fuoriuscito dalle mani all’improvviso. Perché a volte il ‘capolavoro’ del suo mazzo illustra un arcano minore, magari di per sé non così rilevante all’interno delle consuete letture, ma per il creatore, evidentemente, di particolare consonanza.

Negli ‘Illuminati Tarot’, l’Oscar è andato a posarsi sulle velatissime, caste e sacerdotali spalle della Papessa.

E veniamo ora ai risvolti pratici di questa carta.

Se esce in lettura concernente il piano materiale – professione, affari, finanza – ecco che non fa presagire un successo rapido, ottenuto per destrezza o buona sorte. Ma fa comunque intendere che il buon risultato ci sarà, purché ci si impegni a fondo e non si pretenda di saltare alcuno step.

Sul piano affettivo, ha risonanza positiva per tutte quelle domande che riguardano il matrimonio, poiché la Papessa è la carta per eccellenza che protegge gli impegni a lunga scadenza. E di profondo contenuto etico. Se la domanda verte sull’amore, il suo significato rimane positivo, ma in maniera più blanda. Parla soprattutto del profondo incontro di due anime, una di quelle unioni dove l’affinità elettiva la fa da padrona, mentre sensualità e sesso giocano un ruolo del tutto marginale. Per non dire inesistente.

Se si riferisce a una persona, indica donna matura, saggia, depositaria di saldi valori. Può essere una moglie, o più spesso ancora una madre.

Un’insegnante, una guida spirituale o una terapeuta che ha influenza considerevole sulla vita del consultante.

Nel suo aspetto ombra, ecco che la riservatezza della Papessa si tramuta in ostacolante indecifrabilità, in segreti che paralizzano il suo procedere spedito, in trappole che il suo stesso inconscio, perturbato, semina sulla sua strada allo scopo di confonderlo, di disanimarlo. In generale, la Papessa in aspetto ombra fa sempre pensare a un blocco, a un’inibizione paralizzante.

Se indica persona, dobbiamo pensare a una donna che gioca ‘a carte coperte’, nell’ombra e a sfavore del consultante.

Ma date queste rapidissime istruzioni per l’uso, soffermiamoci ancora qualche attimo a considerare l’Arcano.

Diciamo, in sintesi, che la Papessa al suo apparire in posizione Luce indica sempre un voluto rallentamento dell’azione, allo scopo d’intendere meglio finalità e aderenza della medesima rispetto alle più profonde, connaturate e sacre finalità del consultante.

Per finire, vi invito a immergervi nella contemplazione di queste due bellissime e così distanti metafore pittoriche del nostro Arcano Papessa.

La prima è tratta dal rutilante, sovraccarico, clamoroso deck di Dunne: gli ‘Apokalypsys Tarot’. La sua Papessa fa riferimento alla mitologia greca, la splendida ed enigmatica figura bruna è Persefone, la figlia di Demetra che Plutone rapì, sposò e incoronò Regina degli Inferi. In onore del mito Demetra/Persefone i Greci celebravano ogni cinque anni i Misteri Eleusini.

Protetti da un segreto così inviolabile da costare la vita a chiunque lo rivelasse.

Con un balzo di 2500 anni trasportiamoci nella New York di oggi. Ed ecco come Scott immagina la sua Papessa. Una di noi – in quante appena possiamo lo facciamo! – che si vive un momento di beato e profondo relax nella vasca da bagno, con candele, incensi, musica Reiki. Lo scenario muta, ma il senso è analogo. Persefone rimaneva sei mesi all’Anno negli Inferi, dove s’immergeva in profonde acque cognitive.

E così fa la nostra saggia ragazza newyorkese. Chiude gli occhi, si guarda dentro. Medita. Manda a spasso l’Io e abbraccia il Sé.

Operazione fondamentale, delittuosamente rimossa, a giudicare dai risultati, da tutto il farneticante nostro mondo contemporaneo.

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