Caso spyware Paragon, Conte: “Interrogazione per fatto gravissimo”, l’Europa chiede conto al Governo | Video

giovedì, 6 Febbraio 2025
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Il caso di spionaggio legato all’uso dello spyware Paragon scuote la politica e scatena l’ennesimo uragano sul governo, ancora scosso dalla vicenda Almasri per la quale la CPI ha aperto un’indagine. La vicenda dello spionaggio del direttore di Fanpage Francesco Cancellato, il giornale che realizzò tra l’altro l’inchiesta su Gioventù Meloniana, e di altri giornalisti ed esponenti attivisti della società civile ha provocato una dura reazione della politica con uno scenario che con il passare delle ore diventa sempre più inquietante.

Il governo aveva chiarito che non c’era alcun accordo in essere per l’uso in licenza del software di spyware Paragon, ma oggi il The Guardian ha lanciato la bomba: non solo il contratto c’era, ma sarebbe stata stracciata la licenza per un uso non etico. Lo Speciale ha raccolto le voci della politica, con l’opposizione che chiede di chiarire nel più breve tempo possibile in Parlamento e non nelle stanze segrete del Copasir.

Caso spionaggio spyware Paragon, Conte durissimo: “Contratto rescisso per uso non etico, sto preparando interrogazione”

Giuseppe Conte a margine dell’incontro con i lavoratori della Dema di Somma Vesuviana utilizza parole durissime per commentare il caso dello spyware Paragon: “Sto preparando un’interrogazione a mia prima firma su questo caso di spionaggio, un fatto gravissimo. Scoprire che giornalisti italiani sono stati spiati rappresenta un evidente attentato alla libertà di stampa e ai diritti di uno Stato democratico. È una questione che va chiarita”.

A rendere il tutto ancora più inquietante sono i dettagli emersi nelle ultime ore, che smentiscono la ricostruzione di ieri del Governo: “La società che tecnicamente ha reso possibile tutto questo ha ora interrotto i rapporti con l’Italia e con i nostri apparati, denunciando la violazione di norme etiche. Questo rende la vicenda ancora più delicata. Il governo deve spiegare meglio le ragioni di questa interruzione di rapporti, perché il quadro si fa sempre più grave, soprattutto dal punto di vista politico.”

Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle ha già parlato in aula sul tema e lancia l’allarme:  “Forse domani questo caso  sarà ancora più grave di quanto lo sia oggi. Per questo ho chiesto al governo di riferire: abbiamo bisogno della sua collaborazione, perché ci sono giornalisti spiati. In particolare, parliamo del direttore di Fanpage, lo stesso che aveva condotto l’inchiesta sui giovani fascisti, facendo emergere una realtà inquietante all’interno di Fratelli d’Italia”, ha sottolineato spiegando che potrebbe esserci un coinvolgimento diretto ritorsivo “Speriamo davvero che non ci siano connessioni tra il governo e questo spionaggio. Lo dico seriamente: mi auguro che il governo non sia coinvolto in alcun modo”.

“Chiediamo aiuto e supporto, perché nessun giornalista dovrebbe essere spiato. Siamo in Italia, non possiamo scendere ancora più in basso di quanto il livello attuale già non sia. Ogni volta che un giornalista, magari di Rete 4 o di qualche altra TV, fa interviste confezionate ad arte per la Meloni, lo dimostra chiaramente”, ha concluso.

AVS e PD sottolineano: “Governo in aula e non al Copasir”

Angelo Bonelli è un altro di quelli che sottolinea con maggiore fermezza come il Governo non abbia parlato chiaramente sul vicenza dello spyware Paragon: “Non c’è chiarezza. Ieri il governo ha dichiarato di non avere alcun contratto con Paragon, una società israeliana che opera anche in ambito militare. Oggi, però, la stampa internazionale riporta che quel contratto esisteva”.

“A questo punto il governo deve dirci se ha mentito o se sta mentendo la stampa internazionale”, sottolinea Bonelli che aveva già accusato l’esecutivo di aver mentito sul caso Almasri. Il segretario dei Verdi poi rilancia: “Sta di fatto, però, che qualcuno ha spiato esponenti del giornalismo e della società civile. E chissà se scopriremo che altri sono stati spiati allo stesso modo.”

Matteo Orfini esponente del PD sottolinea la necessità di una informativa rapida: “È necessario fare chiarezza, e anche in fretta. Abbiamo chiesto al governo di spiegare, perché questa vicenda è estremamente grave: l’idea che in questo Paese possano essere spiati giornalisti e attivisti – perché, a quanto pare, anche militanti politici sono stati intercettati – è inquietante. Non può essere liquidata con una bugia. Il governo deve venire in Parlamento e spiegare esattamente cosa è successo.”

Nicola Fratoianni segretario di Sinistra Italiana AVS torna sulle bugie del Governo: “Questa è una questione enorme. Abbiamo presentato interrogazioni e pretendiamo risposte. Ieri sera Palazzo Chigi negava ogni responsabilità e ogni rapporto con la società che distribuisce questo software di spionaggio. Peccato che oggi la stampa internazionale riporti che quella stessa società ha rescisso i contratti con il governo italiano, sostenendo che siano stati superati i limiti etici nell’uso dello strumento. Anche su questo servono risposte chiare. Noi non ci fermeremo finché non avremo spiegazioni, anche perché non vorrei che queste vicende fossero tra loro collegate.”

Maggioranza nel silenzio

Per quanto riguarda la maggioranza l’unica battuta a Lo Speciale è di Stefano Candiani (Lega): “Un suo collega mi chiedeva poco fa: servono informazioni più precise e dettagliate per poter esprimere un giudizio serio. Viviamo in un’epoca in cui tutto è molto sofisticato, dall’informazione ai meccanismi e ai sistemi di sicurezza. Bisogna capire chi siano i mandanti e quali siano le finalità. Ora magari, a volte, siete anche voi giornalisti a cercare qualche notizia un po’ ‘golosa’ da pubblicare sui giornali.”

Ora anche l’Europa chiede conto, lunedì conferenza a Bruxelles

Sembra chiaro ed evidente che la vicenda sia ben più intricata di quanto potesse sembrare all’inizio, soprattutto perché la società israeliana ha rescisso il contratto per un uso non etico del software. Spiare i giornalisti è vietato dal Media Freedom Act europeo e il Governo, qualora vengano accertate le responsabilità potrebbe risponderne. Sicuramente non è in gioco la stabilità dell’esecutivo, ma potrebbe essere un ulteriore duro colpo dopo quanto accaduto per il caso Almasri. Resta poi da capire se gli alleati di Fdi sapessero dell’eventuale suo di Paragon, ma è tutto da dimostrare.

La giornata di domani potrebbe rappresentare un momento di tregua di un Governo solido, compatto, ma sempre più sotto la lente d’ingrandimento per i casi spinosi. La vicenda dello spionaggio però già è diventata europea, visto che è stata annunciata per lunedì a Bruxelles una conferenza stampa dove ci sarà anche il direttore di Fanpage Cancellato.

Il video servizio con le interviste de Lo Speciale sul caso spyware Paragon

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