Da campione di windsurf a produttore televisivo a condannato all’ergastolo in America: Chicco Forti potrebbe presto uscire dal carcere e, tra un paio di mesi, infornare pizze a Trento.
Lo zio Gianni, da sempre al fianco di Chicco, ha spiegato che “tenta di tenersi occupato, fa alcune attività anche se in carcere ogni minuto sembra un’eternità. Chicco ha seguito un corso da pizzaiolo da quando è rientrato in Italia.”
Lo zio ha poi proseguito: “Abbiamo chiesto la semilibertà, speriamo che il Tribunale di sorveglianza dia l’ok in tempi brevi e che Chicco possa iniziare finalmente la sua terza vita, magari tra un paio di mesi. Spero che dopo tutto quello che ha vissuto, un vero inferno, possa finalmente a vedere il sole senza avere delle sbarre davanti.”
Ma lo zio precisa che non sa se il pizzaiolo sarà la professione di Chicco nel caso in cui la semilibertà gli venisse concessa: “I progetti sono tanti. È sempre stato sportivo, un eclettico. Ha la forza per affrontare una terza vita: certo, il tempo passato non glielo ridarà indietro nessuno. Cosa farà sarà una sua scelta, credo che di porte aperte però ce ne siano ancora tante.”
Lo zio ha poi spiegato: “Il mio compito è quello di tenerlo tranquillo. La semilibertà dipende anche dal suo comportamento, ogni reazione può essere controproducente. Lui non deve cadere nelle provocazioni di chi non ha altro da fare che occuparsi di una storia vecchia di 25 anni.”
Per quanto riguarda la tempistica lo zio Gianni ha detto: “Stiamo facendo ovviamente tutto seguendo le regole del nostro ordinamento, senza nessuna scorciatoia. Potrebbe anche ottenere la semilibertà entro Pasqua o quest’estate. Difficile dirlo con precisione. Noi ovviamente speriamo che non ci siano nuovi problemi e che non si vada per le lunghe. Spero e credo comunque che sarà questione di poco tempo. E finalmente questo inferno finirà”.
“Mi parla sempre dei suoi figli e di sua mamma. Nella sua testa c’è sempre l’amore che nutre nei loro confronti. È proprio l’amore che prova per loro, la voglia di tornare ad abbracciarli e di ritrovare i suoi amici che lo fa andare avanti. Che lo ha fatto andare avanti in tutti questi anni. In carcere è stato accolto bene, senza la parola assassino come ha fatto qualcuno che ha il male come modo di agire”, ha aggiunto lo zio.
Inoltre, domani Chicco compirà 66 anni. La speranza della famiglia è quella di festeggiare il compleanno in casa quest’anno piuttosto che andarlo a trovare in carcere. Arriva la richiesta di un permesso speciale per trascorrere il compleanno insieme alla madre a Trento: “Se non fosse possibile l’8, ci piacerebbe che potesse venire il 14: sua mamma compie 97 anni e sarebbe per lei un regalo meraviglioso poter riabbracciare di nuovo il figlio”. La donna non riesce a farlo dallo scorso maggio. Chicco era appena tornato in Italia, a seguito del via libera al trasferimento da parte degli Stati Uniti, che lo avevano incarcerato per l’omicidio di Dale Pike nel 1998. Lo zio Gianni ha poi aggiunto: “Avevamo chiesto un permesso speciale anche a Natale, ma in quel caso non fu concesso perché era esploso il caso ‘Ndrangheta (un recluso aveva detto che l’ex produttore avrebbe chiesto di contattare qualche ‘ndranghetista per mettere a tacere Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli). Caso che poi si risolse in un nulla: Chico non aveva chiesto e fatto niente”.
“Io ho dedicato tutta la mia vita per questo. In questi mesi ho seguito con gli avvocati tutte le procedure per il suo reinserimento in società. Abbiamo fatto il documento d’identità, il codice fiscale e stiamo lavorando per fargli avere la patente. Lui è tornato dall’America come un numero, non aveva nulla. Una volta fuori dovrà anche avere un conto bancario per poter avere uno stipendio. Di fatto è da quando è esploso questo inferno che ci sono dentro. L’ho fatto con la certezza di aver trovato tutte le prove che lui è innocente, che è stato tirato dentro. Ho fatto decine di viaggi, ho tradotto gli atti del processo. L’ho fatto perché non ho mai avuto un dubbio sulla sua innocenza. Avevo promesso a suo padre, mio fratello, che l’avrei riportato a casa. È tornato in Italia, ora manca un altro passo”, ha concluso lo zio di Forti.
Chicco Forti presto libero: le parole dello zio
