Su questi negoziati di pace tra Donald Trump e Vladimir Putin, per porre fine alla guerra in Ucraina sono fiorite illazioni, presunte rivelazioni del piano di pace, etc.. Ma nulla di concreto. Tanto che qualcuno ha incominciato a pensare che si tratti di un negoziato fantasma. E invece la diplomazia ha cominciato a muovere i primi passi nella direzione di un negoziato vero e proprio.
Negli Stati Uniti ha avuto luogo il primo incontro ufficiale tra i rappresentanti del governo di Kiev e il nuovo curatore statunitense per l’Ucraina, Keith Kellogg. L’incontro è stato ospitato dall’ambasciatrice ucraina negli Usa, Oksana Markarova. Secondo la diplomatica ucraina la discussione è stata “sostanziale”, ma non ha specificato di cosa hanno discusso lei e Kellogg. Il responsabile della presidenza ucraina Andriy Yermak ha dichiarato di aver discusso con Kellogg della sua futura visita in Ucraina, che, secondo varie fonti, potrebbe aver luogo nelle prossime settimane. Yermak avrebbe illustrato al curatore americano la situazione attuale del conflitto e avrebbe parlato dei futuri incontri alla conferenza di Monaco, alla quale parteciperà anche lo stesso Kellogg. A sua volta quest’ultimo, in un’intervista al quotidiano americano New York Post, ha dichiarato che gli Stati Uniti insisteranno sulla cessazione delle ostilità in Ucraina e solo in seguito avvieranno negoziati per una soluzione del conflitto in corso.
Qui sorge un problema politico diplomatico, apparentemente irresolubile. Già dieci anni fa l’accordo di Minsk concluso da russi e ucraini era finalizzato a raggiungere l’immediato cessate il fuoco e a porre fine al conflitto nel Donbass. Purtroppo, come ebbe candidamente a dichiarare l’allora cancelliera tedesca Angela Merkel, il cessate il fuoco è servito alla Nato soltanto allo scopo di addestrare al meglio l’esercito ucraino, per cui le ostilità sono riprese poi con maggiore intensità. I russi perciò si sono sentiti traditi e hanno dichiarato che non concederanno più armistizi o cessate il fuoco provvisori, che possano consentire all’esausto esercito ucraino di riarmarsi e riorganizzarsi. La Russia vuole una soluzione definitiva e stabile del conflitto. Considerata la divergenza iniziale tra le posizioni delle parti, non si vede come possa essere concluso un negoziato di pace per porre fine alla guerra in Ucraina.
Eppure, l’ambasciatore russo a Londra Andrei Kelin ha dichiarato che il Cremlino è pronto per una “conversazione molto seria” sull’Ucraina. Il diplomatico ha sottolineato che le condizioni principali di Mosca sono lo status neutrale dell’Ucraina e la sua posizione di paese non nucleare. L’ambasciatore ha anche ricordato le realtà territoriali di cui bisogna tenere conto alla tavola rotonda, alla quale al momento è impossibile partecipare a causa dell’illegittimità dello status di Zelensky. Al momento, più che un negoziato di pace, sembra un dialogo tra sordi.



