Il governo ne va fiero, anche giustamente si potrebbe dire, l’Agenzia dell’Entrate ha infatti battuto tutti i record per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, recuperando un totale di 33,4 miliardi nel 2024. A questa cifra si aggiungeranno ben 326 milioni, versati da Google per mettere una pietra sopra il contenzioso tributario con il nostro Fisco.
Da tempo infatti, la Procura di Milano indagava l’azienda leader dei motori di ricerca (e in molti altri settori) per aver omesso parte dei redditi generati nel nostro Paese. Il Procuratore Viola, a riguardo, ha oggi pubblicato una nota dove spiega che la procura da lui guidata “ha formulato al Giudice per le Indagini Preliminari istanza di archiviazione del procedimento nei confronti della società di diritto irlandese Google Ireland Limited all’esito delle indagini delegate ai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e al termine della procedura di accertamento con adesione conclusa dalla società con l’Agenzia delle Entrate per gli anni dal 2015 al 2019”.
Dagli accertamenti “è emerso che l’impresa estera, relativamente alle attività condotte sul territorio nazionale, aveva omesso la dichiarazione e il versamento delle imposte sui redditi prodotti in Italia per il tramite di una ipotizzata stabile organizzazione occulta di tipo materiale costituita dai server e dall’infrastruttura tecnologica essenziale per il funzionamento dell’omonima piattaforma per l’offerta di servizi digitali”.
Particolarmente compromettente è stata “l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi prodotti in Italia e l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali di sostituto d’imposta, relativamente alle ritenute che Google Irl avrebbe dovuto applicare sulle royalties corrisposte alle società estere appartenenti al medesimo Gruppo, in ragione dell’utilizzo e sfruttamento, da parte della stabile organizzazione, di tutti i programmi, algoritmi, marchi e proprietà intellettuali costituenti, nel loro complesso, la tecnologia Google”.
Viola conclude spiegando come le indagini hanno analizzato “l’intera attività economica svolta dalla società, con particolare riferimento ai ricavi conseguiti tramite la vendita di spazi pubblicitari, con conseguente contestazione dell’omessa dichiarazione degli imponenti redditi derivanti da tali operazioni”.
I 326 milioni di oggi si aggiungo ai 306 milioni versati nel 2017 dalla società fondata da Larry Page e Sergey Brin. Non sembrano volersi fermare i problemi legali di Google che nel continente europeo continua a entrare in dispute legali legate a Antitrust e mancanza di tasse pagate.



