Ecco spiegato il Sesto Arcano Maggiore: “L’Innamorato” (I parte)

mercoledì, 5 Marzo 2025
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Giovane, dolce, indeciso: ecco a noi il sesto Arcano Maggiore.

L’Innamorato. È stato detto e ripetuto che si tratta di una delle carte più ambigue e meno decifrabili dell’intero mazzo. Ma come potrebbe essere altrimenti, dal momento che con lui entra in scena tutta la complessità, l’arma a due tagli, il sottile crinale in bilico tra Inferno e Paradiso che Amore sempre comporta per chiunque sia centrato dalla sua freccia?

Giovane, dolce, indeciso: ecco a noi il sesto Arcano Maggiore.

L’Innamorato. È stato detto e ripetuto che si tratta di una delle carte più ambigue e meno decifrabili dell’intero mazzo. Ma come potrebbe essere altrimenti, dal momento che con lui entra in scena tutta la complessità, l’arm a due tagli, il sottile crinale in bilico tra Inferno e Paradiso che Amore sempre comporta per chiunque sia centrato dalla sua freccia?

Osserviamo l’Arcano, come ce lo presentano i Tarocchi di Marsiglia. Un biondo giovinetto dall’aria inesperta e un po’ interdetta è in mezzo a due dame che sembrano contenderselo.

Si vuole che l’allegoria rimandi al mito di Eracle: il mitico eroe greco, figlio adulterino di Zes e Alcmena. Cresciuto in montagna per sottrarlo all’ira di Era, moglie legittima e vendicativa di Zeus, venne su forte, bello, palestratissimo. L’insigne genitore non aveva lesinato per ciò che riguardava i precettori. Il ragazzo apprese con entusiasmo a tirar d’arco, a maneggiare spada e altre armi, e a diventare un campione di pugilato. Non uguale eccellenza dimostrò per ciò che concerneva le arti. Di temperamento focoso, sbatté la lira in testa al suo maestro di musica, Lino, che gli aveva dato dello zuccone (il che era stravero) e lo uccise. Dopodiché fu chiaro che il giovane non manifestava alcuna inclinazione apollinea, e che invece apparteneva nettamente alla tipologia Gladiator number One (Russel Crowe).

E veniamo al punto – all’Arcano numero VI – che si pretenderebbe far esplicito riferimento alla sua mitica biografia. All’età di diciottanni Eracle, ormai ormonalmente più che corredato, incontrò due donne tentatrici. Una era discinta e voluttuosa, tutta floridezze profumo e promesse d’estasi e oblio.

L’altra, altrettanto bella, ma seriamente abbigliata, aveva un’aria severa e padronale, e più che sedurlo lo attirava a sé col richiamo dei sacri doveri, del rispetto degli umani valori, dell’amore istituzionalizzato. Eracle scelse questa.

Fece bene? a giudicare dalla sua travagliatissima biografia – le dodici immani fatiche, le tragedie famigliari – non sembra si sia dimostrata scelta fausta. Ma fu così che andò. Ecco come Annibale Carracci raffigurò il cruciale incontro:

Ercole al bivio – Annibale Carracci

Nel nostro sesto Arcano, che ripropongo qui di lato, si respira atmosfera così diversa rispetto a quella del mito d’Eracle, da far supporre che si tratti di accostamento per nulla appropriato.

Innanzitutto le due figure femminili sono entrambe castamente vestite. L’unica differenza vistosa sta nell’età che dimostrano. Quella a sinistra di chi guarda è una donna adulta, coronata – e quindi in potere.

Poggia una mano perentoria sulla spalla del giovinetto, e con l’altra pare indicare la terra. Lui, soggiogato dai suoi modi sicuri, le si rivolge con lo sguardo. Attenzione, però.

Osserviamo l’altra donna, giovanissima e con corona di fiori tra i capelli sciolti.

Una figura piena di grazia che tiene la mano sinistra appoggiata confidenzialmente al petto di lui. Là dove risiede il cuore. Mentre lui ha la mano destra rivolta verso di lei, e la sinistra che addirittura tocca il suo ventre, quasi a sfiorare i genitali. E’ piuttosto evidente che l’inclinazione del giovinetto verso la donna alla nostra sinistra è tutta – e solo – ‘di testa’. Gli occhi e il capo volti verso di lei. Mentre il cuore e il sesso lo dirigono nettamente verso la fanciulla alla nostra destra.

Al disopra di quest’essere emotivo e perturbato un angelo pieno di luce e di fuoco è intento a scagliargli addosso la fatale freccia d’Amore. Una volta colpito, il ragazzo dovrà rapidamente decidersi. Per quale delle due? Non lo sappiamo.

Ciò che possiamo dire è che le due femminee opzioni differiscono profondamente da quelle di ‘Ercole al bivio’. Là la classica antitesi da ortodossia cattolica tra Virtù e Vizio. Il povero Eracle nulla sapeva di cattolicesimo, ma Carracci ne era imbevuto. Mentre la carta dell’Innamorato dei Marsiglia a tutt’altro clima culturale fa riferimento: al duecentesco e trecentesco Amor cortese.

L’aggraziata fanciulla di destra, verso cui inclinano cuore e desiderio dell’uomo, non gli promette alcunché di terreno. Non famiglia, non figli, non tetto coniugale. La sua è una promessa ambivalente, insieme eterea e carnale. Più che renderlo felice, ella è capace di renderlo estatico. Attraverso gli up and down di un corpo attraversato da una grande passione solo raramente esaudita, sia l’uomo che la donna hanno modo di lacerare il velo della carne e percepire il Divino.

La belle Dame sans merci – Frank Dicksee

L’amor cortese – nobilitante, estremo, iniziatico – è assolutamente incompatibile con la terrestre praticità dell’impegno matrimoniale. Il suo fine non è procrear figli, ma partorire anima. Dunque è amore, per definizione, adultero. Immaginiamoci quanto piacesse alla Chiesa cattolica.

La donna a sinistra di chi guarda è invece del tutto allineata coi dettati ecclesiastici. Matura – più che di anni, di testa – corredata di salda volontà e sorretta dai valori della tradizione, eccola posare una mano imperiosa sulla spalla del giovane colpito dal dardo d’amore. ‘Vieni con me, ragazzo. Il tumulto che ora provi per quell’insulsa fanciullina presto si spegnerà. Al posto delle fantasmagorie che lei ti promette, io ti darò dei figli per la continuità del tuo nome. E una buona dote e una casa calda che ci costruiremo insieme e dove passeremo le lunghe sere invernali a far conti e progettare buoni investimenti per assicurarci una serena vecchiaia’.

Quale delle due sceglierà l’indeciso giovinetto? Non è dato saperlo. Il che ci rimanda al secondo significato fondamentale della carta: la scelta. Il primo, ovviamente, è che molto probabilmente ci troviamo a dover dirimere una questione d’amore. O se non proprio d’amore, una questione dove l’emotività, i moti del cuore sono in primissimo piano.

Nella prossima ‘puntata’ esploreremo i significati pratici di questa carta difficile, che a causa della sua complessità maggior tempo ha richiesto…

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