Il piano aggiornato presentato da Adr (Aeroporti di Roma) all’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) propone la creazione di uno spazio capace di ospitare ogni anno 100 milioni di passeggeri, il doppio rispetto alla capacità attuale. Ecco i punti chiave del progetto:
– La quarta pista verrebbe costruita parallelamente alla pista 3, distante dalle aree residenziali.
– l’espansione si estenderebbe a 260 ettari, 151 di questi in una riserva naturale ma 85 ettari verrebbero compensati con la creazione di un parco.
– La pista 1 subirebbe un restringimento pari a 400 metri e verrebbe sfruttata solo in alcune fasce di picco, dunque se ve ne fosse reale necessità
A ciò si andrebbero a sommare gli interventi da effettuare al di fuori dell’infrastruttura. Questi comprenderebbero il raddoppio dell’arteria stradale che collega l’aeroporto a Roma. Si tratta di lavori in capo all’Anas ma sembrerebbe che Adr si sia resa disponibile a farsene carico sostenendo un costo di 250 milioni di euro, che si andrebbe ad aggiungere ai 4,5/5 miliardi previsti per l’espansione aeroportuale.
A livello tecnico, il dossier relativo all’allargamento è gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
A livello politico, il progetto è fermo a Palazzo Chigi e da lì non si smuove, hanno spiegato al giornale Il Corriere cinque fonti a conoscenza delle discussioni che però hanno chiesto l’anonimato in quanto non autorizzate a parlarne pubblicamente. Questo nonostante la necessità di potenziamento dell’aeroporto.
Nemmeno dopo l’incontro avvenuto ad aprile tra Giampiero Massolo, presidente di Mundys – holding che controlla la società di gestione Aeroporti di Roma – e Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Una fonte ha spiegato: “Il via libera? Sarebbe stato meglio averlo già ieri, domani rischia di essere tardi. Soltanto la realizzazione della quarta pista richiederà tre anni”. Le tempistiche infatti sono già lunghe. L’iter, dopo il via libera istituzionale, prevede:
– Il nulla osta tecnico dell’Enac
– La Valutazione dell’impatto ambientale
– La conferenza dei servizi (complessivamente 18-24 mesi)
– La Conformità urbanistica per gli espropri e l’avvio dei lavori.
Non mancano i disaccordi sul piano di ampliamento aeroportuale: un comitato locale ha contestato l’espansione e si è detto pronto a sostenere la battaglia. Marco Troncone, CEO di Adr, ha replicato che “l’espansione è inevitabile” e che sussiste il rischio di arrivare tardi e patire periodi di sofferenza. Infatti, come come spiegato da Joerg Eberhart, CEO di Ita, a Fiumicino si è raggiunta una certa saturazione.
Nel 2024 l’impianto ha faticato parecchio quando ha raggiunto picchi di 175 mila persone al giorno. Ma i numeri si alzeranno ancora, toccando i 200 mila quest’anno. Ma la situazione risulta ancora più critica con l’ingresso Ita Airways nel gruppo Lufthansa. L’aeroporto di Fiumicino rischia di compromettere lo strategico piano di crescita della compagnia.
“La politica si svegli e faccia sì che il piano di sviluppo sia approvato immediatamente”, ha ammonito Gianni Letta, ex sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, all’evento Enac-Luiss.
Il volume di passeggeri attesi nell’anno corrente è pari a 53,5 milioni. Lo scalo ne può gestire fino a 60-62 milioni.
Ecco perché negli anni 2027/2028 Ita rischia di non riuscire a garantire il sistema di “alimentazione” dei suoi voli intercontinentali. Gli scenari suggeriscono che in mancanza di interventi nel 2029/2030 il sistema potrebbe non essere in grado di garantire la domanda potenziale di viaggio “in pieno o con efficacia”.
Alcuni documenti segnalano che già nel 2025 e nel 2026 le giornate di picco metteranno sotto stress i terminal e i gate che saranno utilizzati al massimo. Anche l’apertura del Molo D, prevista per l’anno prossimo, con 14 “porte”, non sarà sufficiente.
Saturi anche i 40 piazzali per gli aerei di grandi dimensioni, a doppio corridoio. Disagi anche sul fronte piste con fasce orarie di sofferenza (7-10 e 19-21). Su 90 slot orari – tra partenze e arrivi – ne resterebbero liberi solo un paio.
Mentre l’Italia attraversa questa fase di stallo,
la concorrenza compie passi da gigante:
È previsto un allargamento ulteriore dello scalo di Istanbul, che già vanta di essere uno dei mega hub a livello mondiale. A breve, Riyadh lancerà una nuova compagnia di bandiera la “Riyadh Air”, con miliardi di dollari di investimenti. Lisbona si doterà di un nuovo impianto che ha già ottenuto il via libera. Il Regno Unito ha approvato l’espansione di Londra Heathrow e Gatwick.
Insomma, il tempo stringe. E ritardare ancora potrebbe costare caro all’Italia.



