Attesa nel primo pomeriggio di oggi la telefonata tra i due leader di Usa e Russia Trump e Putin sulla guerra in Ucraina. Al centro del colloquio telefonico secondo le prime ipotesi dovrebbero esserci i territori contesi e le centrali energetiche. “Molti elementi dell’accordo finale sono stati concordati, ma molto resta ancora da fare”, ha detto ieri sera il presidente Usa. La pace non è mai stata “così vicina”, secondo la Casa Bianca. Zelensky ha sottolineato più volte come per Kiev il rafforzamento dell’esercito è una priorità. Dal canto nostro l’Italia non resta a guardare, la premier Meloni oggi riferisce in Parlamento, in vista del Consiglio europeo del 20-21 marzo. Macron invece incontra Scholz. Sul fronte russo intanto nella notte, le difese aeree hanno abbattuto 46 droni ucraini in quattro regioni del Paese, a renderlo noto su Telegram il ministero della Difesa di Mosca. Le autorità russe accusano le forze ucraine di aver provocato il ferimento di almeno sei civili negli attacchi di droni delle ultime ore. Nel frattempo, l’Aeronautica Militare di Kiev ha segnalato un attacco russo durante la notte, con 137 droni di vario tipo, di cui 63 abbattuti. Ipotesi intanto sul tavolo per quanto riguarda la telefonata tanto attesa tra i due leader che segnerà una svolta nei negoziati e sul fronte della pace tra Ucraina e Russia la valutazione sul tavolo dell’amministrazione di riconoscere la regione ucraina della Crimea come territorio russo nell’ambito di un eventuale accordo futuro per porre fine alla guerra di Mosca contro Kiev. Secondo le prime ipotesi e indiscrezioni infatti, l’amministrazione ha anche discusso la possibilità che gli Stati Uniti sollecitino le Nazioni Unite a fare lo stesso. Tale richiesta allineerebbe l’amministrazione Trump alla posizione del presidente russo Vladimir Putin, che da tempo considera la Crimea suo territorio. Siamo dunque ad un passo dalla tregua? Vedremo la svolta dopo i colloqui telefonici del pomeriggio.



