Mozione di sfiducia a Nordio respinta: “Su di me una caccia alle streghe”, le reazioni | Video

mercoledì, 26 Marzo 2025
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Com’era prevedibile, l’Aula della Camera ha respinto con 215 voti contrari, 119 favorevoli e nessun astenuto la mozione di sfiducia individuale presentata da Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Più Europa nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La contestazione nasce dalla gestione del caso Almasri, cittadino libico accusato di torture, oggetto di una richiesta di arresto da parte della Corte penale internazionale e successivamente espulso dall’Italia.

Nordio è intervenuto alla Camera per respingere le accuse e difendere il proprio operato. La mozione, promossa dalle opposizioni (con l’unica eccezione di Azione), era chiaramente destinata a non passare: la maggioranza, pur scossa da recenti tensioni interne sulla riforma della giustizia – acuite dall’intervista del sottosegretario Andrea Delmastro al Foglio – si è rapidamente ricompattata e ha confermato la fiducia al Guardasigilli. Ma il dibattito ha acceso un confronto politico aspro e destinato a lasciare strascichi.

Sfiducia a Nordio respinta: “Una caccia inquisitoria contro di me”

Clima rarefatto e aula semivuota per il dibattito: i banchi della Lega quasi deserti, quelli del governo pure. Accanto al ministro, solo il collega Luca Ciriani. Nordio ha usato toni duri. Ha definito la mozione un “attacco strumentale e programmato” per sabotare la riforma della giustizia, in particolare la separazione delle carriere e l’introduzione del sorteggio per il Csm. “Tutti questi attacchi iniziano a sembrare parte di una strategia duratura”, ha detto. E ancora: “Quali che siano gli attacchi – giudiziari, mediatici o politici – noi non vacilleremo. Se voi farete del vostro peggio, noi faremo del nostro meglio”. A queste parole, l’opposizione ha reagito rumoreggiando dai banchi.
Nel suo intervento ha respinto ogni responsabilità sul caso Almasri e ha replicato anche alle accuse di Roberto Giachetti sui suicidi in carcere: “Non esiste un limite numerico oltre il quale scatta la responsabilità del ministro. Anche un solo suicidio è un dramma, ma la responsabilità penale non può essere generica”. Infine, ha definito le contestazioni ricevute “un cahier de doléances che ricorda i libelli dell’Inquisizione. Mancano solo le accuse di simonia e bestemmia, e siamo a posto”.

L’opposizione all’attacco: “Ha mentito, ha coperto un boia”

Durissima anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein: “La sua difesa d’ufficio rappresenta una delle pagine più vergognose cui questo Parlamento sia stato sottoposto. Nonostante omissioni e falsità, i fatti sono chiari: contravvenendo alla richiesta della Corte penale internazionale e per la sua mancata risposta, l’arresto del torturatore libico Almasri non è stato convalidato. Come fa a restare ancora al suo posto?”. Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha dichiarato: “Ministro, lei ha mentito a quest’Aula. Per questo deve dimettersi”.

Azione si è sfilata formalmente dalla mozione, ma ha comunque preso le distanze dall’operato del ministro. Il deputato Antonio D’Alessio ha parlato di “vicenda nebulosa, gestita senza trasparenza” e ha ricordato che “saremmo stati pronti a comprendere anche un segreto di Stato, se dichiarato e motivato”. Calenda intercettato da Lo Speciale in Senato ha sottolineato: “Non passa una mozione di sfiducia da 30 anni, le priorità dovrebbero essere altre”.

Ben più taglienti gli altri interventi. Angelo Bonelli (Avs) ha accusato Nordio di aver “coperto un boia, un criminale, uno stupratore”, aggiungendo: “Ha fatto l’avvocato di Almasri. Come fa a dormire tranquillo?”. Bonelli ha evocato anche la fuga del nazista Kappler, dicendo: “Almasri non è stato liberato dalla moglie, ma da lei”.

La maggioranza dal canto suo ha votato compatto e tira dritto sulla riforma della giustizia, con Nordio che viene nuovamente legittimato e rafforzato nonostante le polemiche.

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