Ecco spiegato il Decimo Arcano Maggiore: “La Ruota di Fortuna”

giovedì, 10 Aprile 2025
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Arcano che per i principianti si presta facilmente ad equivoci, per quella scintillante parola: ‘Fortuna’.

Non che non possa annunciare qualcosa d’insperato e di fausto, anzi, come vedremo, molto spesso è così. Ma si tratta di Arcano quantomai permeabile alle influenze delle buone o cattive compagnie. In altre parole, è necessario nel suo caso prestare seria attenzione alle carte che lo precedono o che lo seguono. Ma partiamo dalla sua immagine nei Tarocchi di Marsiglia. Una grande ruota, con tre creature che vi si aggrappano. Quella di destra vi si sta arrampicando, sulla sommità una scimmia dal volto umano è saldamente assisa su una sorta di piedistallo, mentre mentre alla sinistra di chi guarda assistiamo al drammatico crollo di un animale dal volto umano.

Non v’è nulla di certo o di fisso, dunque, con questa carta. Come accade nelle nostre vite mortali le ascese, i successi che si colgono dopo un duro lavoro, sono spesso seguiti – se non li amministriamo con meticolosa oculatezza – da crolli o comunque perdite difficili da prevedere.

Lo sapeva bene la Regina Elisabetta II che nel bel film di Frears ‘The Queen’ avverte, con retrogusto di acrimonia, il suo Primo Ministro Tony Blair che prima poi, fatalmente, toccherà anche a lui essere messo all’angolo. A quel tempo era capitato a lei, per non essersi pubblicamente lacerata twin set e perle in seguito alla tragica dipartita della più molesta delle nuore, Lady Diana Spencer. Tony Blair si trovava a quel tempo all’apice del successo – in vetta alla Ruota di Fortuna, insomma. Ne precipitò clamorosamente anni dopo in seguito allo smodato sostegno fornito all’alleato George Bush durante la controversa invasione dell’Iraq del 2003. Cadde dalla sommità della Ruota, insomma.

Per nostra fortuna, né le ascese né le cadute sono irreversibili. Ed eccoci quindi arrivati al senso più profondo della carta: la ciclicità.

L’alternanza di pieno e di vuoto. E non rammarichiamoci troppo. Ogni stagione ha il suo senso, la sua bellezza, il suo apporto.

Una cosa è certa, con questo Arcano Maggiore: un cambiamento improvviso è alle porte. Se fortunato o infausto, come s’è detto, s’incaricheranno le carte a lui contigue di chiarircelo.

E ora tracciamo alcune linee guida circa l’interpretazione divinatoria della carta.

Se appare in posizione Luce – e ben circondata – in una stesura concernente il piano fisico (affari, finanza, stato psicofisico del consultante) ecco che potremo annunciargli un rapido e fausto avanzamento. Sono possibili promozioni inattese, premi di rendimento, ampliamento di aziende, successi in campo scolastico per i più giovani.

Guadagni insperati, felice conclusione d’un accordo d’affari. Se il consultante proviene da un periodo di affaticamento, o è comunque preoccupato per la propria salute, la carta gli parla d’un pronto recupero di energie vitali, dovuto anche a una terapia particolarmente indovinata. Può anche parlare di rapida autoguarigione.

Se l’arcano X riguarda il piano affettivo, ed è ben affiancato dalle altre carte, preannuncia molto spesso un nuovo e fortunato incontro, che segnerà un felice cambio di rotta nella vita sentimentale del consultante. Comunque gli parla di cambiamenti positivi, che sembreranno quasi per incanto allinearsi ai suoi più profondi desideri.

In posizione Ombra, la Ruota suggerisce di tirare i remi in barca, qualunque sia la domanda posta. La sorte non è propizia, i cambiamenti nascondono insidie, è possibile cadere in trabocchetti, oppure siamo noi che ci autosabotiamo, peccando magari di eccessivo ottimismo, di sconsideratezza e ci fabbricandoci così la nostra cattiva sorte. Fortunatamente. si tratta di carta veloce, e i rovesci di cui parla non dovrebbero aver lunga durata. Se riferita a una persona, ci parla di un temperamento lunatico, con umori altalenanti, se non addirittura di un vero borderline. Una persona comunque sulla quale non è possibile, almeno in questo periodo, fare affidamento.

The golden tarot – Kat Black

Una delle raffigurazioni più tenere e originale di questa carta è quella che troviamo nei ‘Golden Tarot’ di Kat Black.

Qui l’autrice fa addirittura riferimento alla ‘Natività’. C’è la stalla, un letticciolo modestissimo ma confortevole, una Madonna dal lieto viso che abbraccia il suo Bambino. Alle sue spalle il calore del Bue dell’Asino e accoccolato a terra un servizievole e biancobarbuto Giuseppe, che si occupa della cena su un fornelletto improvvisato.

Il ‘Poi’ sarebbe stato clamoroso.

Il lattante si chiamava Gesù, e avrebbe apportato al mondo occidentale un vero e proprio cataclisma spirituale e morale.

Senza arrivare a tanto, è sempre vero che questa carta ci rimanda al concetto del perpetuo alternarsi di pieni e di vuoti nello scorrere delle vite sul pianeta.

La primavera ora in atto, con le sue margherite, i fiori d’oro, i piccoli nontiscordadimé affioranti un pò ovunque, anche nelle periferie cittadine più neglette, ci significa che dopo l’apparente morte invernale corolle e colori riprendono quota. Carta di speranza, dunque, il decimo arcano. Una speranza che deve andar oltre le barriere del visibile, che deve fare appello a quanto dentro di noi già sappiamo se non abbiamo del tutto rinnegato il dettato della nostra anima.

Apokalypsis Tarot – Dunne & Huggens

Nello splendido e ridondante mazzo ‘Apokalypsis Tarot’, l’Arcano X metaforizza con grande pregnanza il concetto di eterna rinascita e di eterno sfiorire.

La carta fa riferimento al mito di Demetra e Persefone.

Demetra, florida dea della terra e protettrice delle messi, dei frutti,e dei fiori si prese una terribile arrabbiatura quando Ade, dio degli Inferi, le rapì la sua bellissima figlia, Persefone. La trascinò sotto terra, ne fece la sua augusta consorte, ma insomma sempre di Inferi e di buio si trattava. Demetra quasi ne impazzì, e per ritorsione impedì ai raccolti di crescere e fruttificare, e così facendo provocò gravissime carestie. Zeus s’interpose e ordinò al rapace Ade di restituire Persefone alla madre. E il bruno Signore degli Inferi, che non poteva non obbedire al Padre degli Dei degli uomini, nonché suo fratello, fece però inghiottire all’ingenua sposina sei chicchi di melagrana, che avevano il potere di farla tornare da lui sei mesi all’anno. Dopodiché la rispedì alla madre irata, che da quel momento in poi poté godere della compagnia di sua figlia solo per sei mesi all’anno. Demetra se ne accontentò e celebrò la sua felicità con la rinascita tripudiante di fiori e piante in primavera, e con l’abbondanza dei raccolti in estate.

Nella carta degli Apokalypsis Tarot, una florida Demetra siede in una cornice tripudiante di messi e di fiori. Tiene la Ruota quasi in grembo, a significare che comprende e accetta l’alternanza delle stagioni, del caldo e del freddo, del fruttificare e della sterilità. Del pieno e del vuoto. Di ricchezza e povertà, di crollo e trionfo.

Comprendere questo, e accettarlo, è impresa da illuminati. I poveri mortali, in genere, lo subiscono. L’Arcano Maggiore numero 10 – meno facile o propizio di quanto possa sembrare – si presta molto bene a farne oggetto di meditazione.

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