La Tenuta dello Scompiglio di Lucca ospita Nexaris Suite, la nuova mostra di Agnes Questionmark (Roma, 1995), a cura di Angel Moya Garcia. Un viaggio tra scienza, tecnologia e arte, dove il corpo umano si trasforma in un territorio ibrido e di controllo, oscillando tra estetica fantascientifica e body horror. Un’esplorazione che mette in discussione i confini della normatività, della biopolitica e della percezione del sé.
Corpo e mutazione: un nuovo linguaggio artistico
Il lavoro di Agnes Questionmark si inserisce in una ricerca artistica transdisciplinare che indaga il corpo in metamorfosi, in dialogo con le teorie di Francesca Alfano Miglietti, che già negli anni ’90 descriveva la mutazione come una sfida ai concetti tradizionali di identità, genere e natura. L’arte della mutazione è per Agnes una rivoluzione visiva e concettuale, capace di sovvertire i codici estetici e culturali dominanti.
Attraverso sculture, video, installazioni e performance, l’artista esplora il corpo trans-specie, transgender, transumano, trasformandolo in uno strumento di resistenza e autodeterminazione. Un approccio che la avvicina a Matthew Barney, ma anche ai performer radicali della Body Art, come Orlan, spingendo la riflessione sulla manipolazione del corpo oltre la pura provocazione estetica.
Dalla Biennale di Venezia a Lucca: una carriera internazionale
Nonostante la giovane età, Agnes Questionmark ha già conquistato la scena artistica internazionale. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni di rilievo come il Centre d’Art Contemporain di Ginevra, la König Galerie di Berlino e la Biennale di Gwangju. Alla Biennale Arte di Venezia 2024, il suo progetto Cyber-Teratology Operation è stato selezionato tra oltre 150 giovani artisti under 30 per il programma Biennale College Arte, confermando la sua capacità di creare mondi ibridi e visionari.
Un’arte che sfida il futuro
Con Nexaris Suite, Agnes Questionmark porta avanti la sua riflessione su identità, controllo e trasformazione, in un’epoca in cui la contaminazione tra biologia e tecnologia è sempre più pervasiva. Le sue opere non solo mettono in discussione il concetto tradizionale di umano, ma ci costringono a interrogarci su quale futuro ci attenda.
Un’arte che non teme di superare i limiti, aprendo nuovi orizzonti sulla relazione tra corpo, potere e libertà.



