Nuova giornata di congregazioni anche oggi 29 aprile in Vaticano, dove i cardinali si preparano al Conclave che inizierà il 7 maggio per eleggere il nuovo Papa. Tra i temi che aleggiavano nei corridoi c’era anche la situazione del cardinale Angelo Becciu, coinvolto nel processo sulla controversa compravendita dell’immobile londinese di Sloane Avenue. Nella giornata di ieri, Becciu aveva lasciato trapelare la possibilità di rinunciare alla partecipazione al Conclave dopo un colloquio con il cardinale Parolin, con la nota ufficiale arrivata solo oggi non appena è iniziata la congregazione.
Congregazione cardinali 29 aprile verso Conclave, il silenzio sull’addio di Becciu
I cardinali entrando in vaticano hanno ribadito la ferma volontà di non affrontare pubblicamente il caso legato alla rinuncia al Conclave del Cardinale Becciu, che ha catalizzato finora il lavoro della congregazione dei cardinali. Bocche cucite e passi svelti verso l’aula nuova del Sinodo, fuori dal colonnato di Piazza San Pietro, dove i porporati si radunano sotto gli occhi attenti della stampa internazionale.
“Becciu? Vediamo… ancora non sappiamo tutta la storia…”, si limita a commentare il cardinale frate carmelitano Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, considerato da alcuni come possibile outsider nel Conclave e recordman di battesimi in Svezia. Un uomo vicino al progressismo di Papa Francesco e per questo indicato come uno dei meglio quotati anche dai bookmakers.
Sulla stessa linea di prudenza anche il cardinale Ángel Sixto Rossi, arcivescovo di Córdoba: “Tutto bene con Becciu? Domandatelo a lui…”, si schermisce. Segno evidente che tra i cardinali prevale la linea della riservatezza. Sono in tantissimi a salutare educatamente ma a chiudersi a riccio non appena si tocca il tema più scottante di questo pre Conclave.
Clima sereno in Conclave verso l’erede di Papa Francesco, avanti i progressisti
Nel frattempo, tra chi si concede ai microfoni, il clima viene descritto come sereno: “Vogliamo continuare l’opera di Francesco. Questo speriamo e di questo abbiamo bisogno”, dice con pazienza il cardinale salvadoregno Gregorio Rosa Chávez . Il cardinale Jean Paul Vesco è sempre tra i più sorridenti e cordiali, ma anche lui entrando trafilato si limita a parlare della bella giornata di sole.
Arriva con il basco in testa il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo emerito di Vienna: “Che clima c’è tra noi? Bellissimo, guardate che bel cielo blu”, scherza con i giornalisti per poi farsi più serio, sottolinea la volontà comune di guardare al futuro nel solco tracciato da Papa Francesco: “Noi andiamo sempre avanti: non bisogna avere paura”.
Secondo le ultime indiscrezioni sembrerebbe che la parte più progressista della chiesa abbia scelto come candidato per la prima votazione il cardinale segretario di stato Vaticano Pietro Parolin, che potrebbe partire con un tesoretto di circa 40 voti. Sarebbe una scelta nel segno di Bergoglio.
Mentre l’attenzione mediatica resta alta, i cardinali sembrano decisi a concentrarsi sulle sfide che attendono la Chiesa, che con il caso Becciu ormai risolto dovrà necessariamente tornare centrale.



