Un altro conflitto bellico come se non bastasse in queste ore in un’ altra porzione di mondo fa salire la tensione alle stelle e a due settimane dal sanguinoso attacco terroristico nel Kasmhir indiano, da parte di miliziani che Nuova Delhi considera sostenuti dal Pakistan, è arrivata la risposta militare che si attendeva da giorni. L’India ha bombardato almeno 9 siti in Pakistan con un attacco missilistico di proporzioni enormi che ha causato morti e feriti. Le autorità indiane parlano di un attacco limitato solo a porzioni di territorio in mano a fazioni estremiste e dissidenti quando il Pakistan per voce del suo premier Shebaz Sharif, replica invece che si tratta di un “atto di guerra” e promette una rappresaglia. L’artiglieria pakistana ha sparato contro il territorio indiano e l’esercito di Islamabad aggiunge che due aerei indiani sono stati abbattuti. Sgomento e tensione da parte della comunità internazionale. ”Il mondo non può permettersi uno scontro militare” tra India e Pakistan, sono le parole del portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres. Secondo Trump l’attacco “è una vergogna”: il presidente americano ricorda che i due Paesi si sono combattuti per secoli, dimenticando che India e Pakistan sono nati solo nel 1947 come conseguenza della spartizione dell’impero coloniale britannico. Intanto si contano i danni di quello che sembrerebbe un conflitto che potrebbe estendersi su vasta scala. L’esercito pakistano ha affermato che gli attacchi lanciati dall’India hanno danneggiato una centrale idroelettrica sul proprio lato del confine con il Kashmir e secondo fonti governative pakistane è stata danneggiata parte della struttura della diga andando oltre norme internazionali di diritto e salvaguardia di impianti idroelettrici nei territori di confine. La diplomazia internazionale tenta di conciliare, la Casa Bianca a fa sapere che da parte sua il Segretario di Stato americano Rubio ha parlato con i suoi omologhi di India e Pakistan, per disinnescare un’ulteriore escalation.



