Mosca, festa della Vittoria. Le vere intenzioni di Putin

venerdì, 9 Maggio 2025
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Nel discorso pronunciato oggi alla festa della Vittoria nella seconda guerra mondiale – 80° anniversario – il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin non ha parlato soltanto del passato, ma anche di obiettivi programmatici per il futuro, che vanno considerati attentamente per una chiara comprensione della situazione internazionale.

1) Alla parata militare ha sfilato una rappresentanza dei militari russi impegnati nella guerra contro la Nato in Ucraina. Putin ha ringraziato tutti i militari russi impegnati nella guerra contro la Nato per il loro coraggio e il loro impegno. Cosa ancora più importante, ha sottolineato che tutto il popolo russo sostiene questa guerra, condotta dalla madrepatria per liberare i territori russofoni dell’Ucraina e per fermare l’espansione della Nato verso est, a scapito della Federazione Russa. Questo concetto che può sembrare semplicistico (ma non lo è) significa che la Russia considera questa guerra contro l’Occidente in Ucraina, come una “guerra esistenziale”, cioè finalizzata a salvaguardare l’esistenza stessa del popolo russo. Come ebbe a dire Putin qualche mese fa: “Non ci interessa un mondo senza la Russia”.

2) Il secondo obiettivo fissato da Putin conferma il precedente e ne amplia la portata. “La Russia è stata e sarà un ostacolo invalicabile al nazismo, alla russofobia e all’antisemitismo” ha tuonato il presidente durante la parata della Vittoria. La Russia perciò intende combattere non soltanto la russofobia, ma anche il nazismo e l’antisemitismo. Per “nazisti” Putin non intende soltanto Adolf Hitler e gli altri gerarchi del passato regime, ma anche leader come Volodymyr Zelensky, Ursula Von der Leyen, Friedrich Merz, Emmanuel Macron, etc..

3) L’ultima nota programmatica del discorso di Putin di oggi è la più acida per l’Occidente. La Russia, per bocca del suo presidente, ha ringraziato i suoi alleati. In particolare i valorosi eroi della Corea del Nord, che sono morti combattendo a fianco dei loro compagni russi per strappare il Kursk all’esercito ucraino. Ha ringraziato anche la Cina. Tradotto in chiaro significa che la Russia non soltanto non è isolata, ma anzi gode di solide alleanze con Cina, Corea del Nord e Iran. D’altra parte l’incontro estremamente cordiale di Putin con il presidente della Cina popolare Xi Jinping in occasione della festa della Vittoria e ripreso dai media di tutto il mondo, dice molto di più di qualsiasi discorso. Ciò segna l’ennesimo fallimento politico di Donald Trump, che sperava di strappare la Russia dall’alleanza con la Cina (per poi affrontarle e distruggerle una alla volta?). Dispiace per gli intenti di Trump, ma se gli Usa vogliono fare la guerra contro una delle potenze euroasiatiche se le troveranno contro tutte insieme!

 

 

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