Ecco presentato l’Arcano Maggiore XIV: la Temperanza

giovedì, 15 Maggio 2025
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Magari qualcuno di voi ricorda una nonna, che per raffreddare un the o una camomilla travasava il liquido bollente in una tazza fredda, mentre con l’altra mano raffreddava una seconda tazza sotto l’acqua del rubinetto, e poi ci ritravasava il liquido e così via, fino a raggiungere la giusta temperatura per poterlo bere. Ecco quel che fa l’Angelo della Temperanza.

È una metafora, ovviamente. Non vi sta preparando una camomilla.

Si occupa, invece, di farvi raggiungere il giusto e sano equilibrio in qualsiasi situazione di vita. E non lo fa con la spada, come la Giustizia. Adopera, invece, intelligenza e saggezza. Congiunte, s’intende a quella grande dote che è la pazienza. E l’empatia. Nella versione classica dei Marsiglia non troviamo l’articolo. Solo il nome: Temperanza. A significare che non ha sesso. E’ un mélange dei due generi, come si conviene a questo equilibratissimo personaggio. Che non svolge solo l’operazione domestica e accudente del raffreddare la camomilla al nipotino. Adempie anche a funzioni ben più complesse. Come il travasare da un’urna all’altra un liquido rigeneratore, in modo che due elementi contrapposti si mescolino e si equilibrino.

Ed eccoci a una delle proprietà fondamentali di questo Arcano: il guarire, il rimettere a posto funzioni corporali o psichiche alterate da malattia o da abuso di energie vitali. L’azione della Temperanza è quella salvifica dello sblocco terapeutico di situazioni bloccate o stagnanti. Ed è anche quella dell’integrazione cooperante tra il femminile e il maschile. Con lei, i due generi non si contendono più il primato, ma dialogano e si integrano. È per via di questo aspetto che nei Tarocchi Zen di Osho la vediamo rappresentata così:

«Il conflitto è nell’uomo – dice Osho – Se non viene risolto lì, non può esserlo da nessun’altra parte. I giochi politici sono dentro di voi, esistono tra le due parti della mente. Esiste un ponte fragilissimo; se il ponte è rotto – e quel ponte è fragilissimo – ti comporti come fossi due persone. Se questo ponte è rafforzato al punto che le due menti scompaiono e diventano una sola, allora insorge un’integrazione, una cristallizzazione.»

Passiamo ora ai significati divinatori della carta.

Se in posizione Luce e riferita ai piani più terreni della nostra vicenda umana (affari, finanza stato psicofisico del consultante), ci parla di condizioni favorevoli a nuove imprese o nuovi accordi societari. Tuttavia per domande relative ad accrescimento d’introiti può significare una certa lentezza, sia pur benefica e non paralizzante. La situazione appare serena, insomma, senza grossi picchi né in salita né in discesa.

Finanziariamente indica stabilità e premia la frugalità e il contenimento delle spese.

Ottima per la salute. Ci parla sempre di guarigione, di cicatrizzazione, di capacità d’auto-rigenerazione. Il sistema circolatorio appare in ottime condizioni.

Se la domanda verte su questioni sentimentali, questo arcano ci parla di situazioni di coppie armoniche, dove la comunicazione e l’interazione fluiscono senza sforzo. Il matrimonio è felice e i due coniugi hanno un’ottima intesa sul piano spirituale. Armonia famigliare.

Naturalmente in posizione Ombra, le cose – come sempre – cambiano.

L’Arcano, in posizione di difetto o squilibrio, ci parla di eccessi. La virtù dell’economia può degenerare in eccessiva prodigalità. La mancanza di equilibrio nelle azioni porta a dispersioni, instabilità, capricciosità nel mutare direzione, e il voler affrontare impegni al di sopra delle proprie forze.

Trattandosi, anche in posizione Luce, di carta lenta, ecco che in accezione negativa può segnalare ritardi, blocchi, o comunque noiosissimi intoppi che richiederanno un notevole sforzo di pazienza.

Ed ecco, per finire, una singolare e affascinante rappresentazione di questo Arcano: è tratta dal deck ‘The Urban Tarot’ di Scott. Fa riferimento a un altro sistema tarologico, quello di Crowley, di cui avremo modo di parlare.

Per Aleister Crowley, dalla mescolanza di acqua e vino, o di rosso e bianco, si otteneva una terza ‘cosa’, che era in qualche modo più potente dei due elementi separati poiché includeva in sé entrambe le proprietà alchemiche di ciascuno.

Ecco perché chiamò la ‘sua’ Temperanza ARTE. In nessuna operazione come in quella artistica gli pareva fosse meglio esemplificato questo processo di trasmutazione felice.

Nella Temperanza di Scott l’idea è splendidamente espressa. L’artista di strada ha appena dipinto sul muro la vecchia immagine classica della Temperanza, e tutta lieta, giovane, attualissima si stacca dal suo prodotto e ci viene incontro.

È il nuovo che si congiunge e disgiunge dal vecchio, l’equilibrio fra tradizione e innovazione, la stretta di mano consapevole, armonica tra passato e futuro.

Qualcosa che a noi, così paurosamente sospesi tra Terra e Spazio – Musk e la colonizzazione di Marte, Bezos e i suoi progetti sulla Luna – è quantomai necessaria oggi. Per non dire indispensabile.

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