Nella puntata andata in onda ieri sera alle Iene numerose sono state le rivelazioni sul caso del delitto di Garlasco.
Nelle dichiarazioni rilasciate, il super testimone ha raccontato: “Dopo una settimana che é successo il fatto, l’avvocato Tizzoni (della famiglia Poggi) mi ha chiamato e mi ha detto di aiutarlo”. Dunque, l’interesse da parte del super testimone per il caso, sarebbe sorto in seguito della richiesta di aiuto da parte dell’avvocato Tizzoni.
“Dopo neanche un mese – ha continuato il super testimone – sono andato all’ospedale a trovare un amico”. Lì ha incontrato una signora la cui zia era la vicina di casa della nonna delle Cappa. La signora avrebbe raccontato al super testimone di aver visto una delle due gemelle il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, precisamente alle ore 13:00.
Probabilmente era Stefania Cappa. Stando al racconto delle signora, la gemella é andata a chiedere le chiavi della casa della nonna a lei, proprio perché un tempo si usava dare le chiavi ai vicini in caso di emergenza. La signora ha raccontato che Stefania era molto agitata al punto che non riusciva ad infilare correttamente la chiave nella serratura. Stefania avrebbe avuto con sé una borsa parecchio pesante, tanto che da non riuscire quasi a sorreggerla.
La donna le ha dato una mano ad aprire la porta e quando la gemella é entrata all’interno, ha spiegato il super testimone, “non so se ha lasciato la borsa nella casa oppure l’ha buttata sul fosso. Dopo pochissimo é uscita di nuovo senza la borsa – ha aggiunto – e non riusciva a chiudere la porta dunque la signora le ha dato una mano. Poi é andata via velocemente, con il panico addosso.” É stato grazie alle dichiarazioni del super testimone che i carabinieri sono andati a dragare il torrente di Tromello, nei pressi dell’abitazione della nonna delle Cappa.
La signora con cui il super testimone aveva discusso ha precisato che le gemelle non erano mai andate in quella casa, era la prima volta.
Dopo essere venuto a conoscenza della vicenda, il super testimone ha affermato: “Ho chiamato l’avvocato – Tizzoni ndr – e gli ho detto di avere delle notizie sulle Cappa. Lui mi ha detto ‘no non si può fare niente perché c’é già in corso un’indagine su Stasi. Non si può prevaricare questa cosa e seguire un’altra pista’. L’avvocato non ha voluto sentire la mia testimonianza. Mi ha bloccato. Da quel momento, non ha più voluto sapere niente di questa storia”.
Il super testimone sostiene che l’avvocato Tizzoni fosse amico di famiglia dei Cappa: “Si capisce che non ha voluto sentire niente per non crearsi problemi”, ha detto. Stefania Cappa, qualche giorno dopo l’omicidio, ha raccontato ad un amico che effettivamente gli zii (ovvero i genitori della vittima) avevano preso come avvocato un allievo del padre, Ermanno Cappa. Ciò andrebbe a confermare la sussistenza di un legame tra la famiglia Cappa e l’avvocato Tizzoni. Il super testimone ha poi aggiunto: “Qualcuno in alto mi ha consigliato di mantenere il silenzio”.
L’uomo aveva annotato la vicenda su dei fogli, proprio per consegnarli a Tizzoni che inizialmente gli aveva chiesto una mano ma ha ribadito che però Tizzoni “non si é più preoccupato di chiedermi questa cosa qui, non mi ha più chiamato. La cosa che più mi dispiace è che avevo queste cose da dire e non c’é stata volontà di ascoltarle”.
Gli inviati delle Iene hanno poi parlato con la madre di Andrea Sempio, che li ha contattati personalmente per difendere il figlio. La donna ha parlato di una ragazza che abitava nella stessa via di Chiara Poggi, ovvero Via Pascoli.
Al tempo la ragazza avrebbe raccontato, sul posto di lavoro, che la domenica (il giorno prima dell’omicidio), Chiara e la cugina hanno litigato.
Ai carabinieri però, la donna non ha detto nulla riferendo invece di “non aver sentito nessun rumore”. La madre di Sempio però si ostina ad affermare di aver sentito questa cosa: “in questo paesino tutta la gente spettegola ma quando ci sono da dire le cose come stanno non le dicono”. La donna ha poi aggiunto che in pochi credono sia Alberto Stasi il colpevole dell’omicidio di chiara “perché ci sono tante cose che non tornano. Tante persone che non sono state prese in considerazione”.
A tutto questo si aggiungono i discussi messaggi scambiati tra Paola Cappa e un suo ex amico, Francesco Chiesa Soprani.
Chiesa Soprani ha raccontato che i due si conoscono da tempo ma che avevano ricominciato a parlarsi solo di recente. L’uomo ha raccontato: “Io a Paola davo sempre ragione su qualunque discorso perché se non le dai ragione diventa aggressiva e la sorella ancora peggio”.
Il carattere delle gemelle sarebbe ciò ha fatto sì che Chiesa soprani si rivolgesse alle Iene: “Mi ero proposto di portarla quando è uscito che sarebbe stata sentita in Procura”.
La gemella avrebbe però inteso la richiesta come un modo per guadagnare notorietà, per tornare alla ribalta, approfittandosi della vicenda: “Secondo te io mi presento con un ex Agente di Vip? Mi hai ritenuta così stupida come persona?”, aveva replicato Paola. In seguito, la gemella ha accusato Francesco Chiesa Soprani di aver dato delle sue foto e numeri di telefono a dei giornalisti: “se scopro che é così ti faccio piangere fino all’ultimo dei tuoi giorni”, ha detto.
La gemella sostiene, come riferitole da sua madre, che qualche giorno prima dell’omicidio Sempio avrebbe chiamato solo una volta Chiara per chiedergli se Marco era tornato a casa e non tre come invece è stato da tempo confermato. Inoltre, anche se vi è la certezza che Sempio all’inizio delle indagini si sia rifiutato di dare il suo dna venendo poi costretto dai Carabinieri di Milano, la madre di Paola le aveva detto che in realtà lui aveva già dato tutto ciò che doveva dare e che non è vero che si era rifiutato: “Vedi quante s*******e scrivono”, ha ammonito la gemella.
Inoltre, negli audio inviati a Chiesa Soprani, Paola avrebbe anche affermato che il super testimone sia stato creato dagli autori delle Iene per show: “Un super testimone va alle Iene anziché andare in Questura? Sta zitto per 20 anni? Ma tutto bene?”, ha commentato.
Inoltre Paola, in uno degli audio inoltrati ha detto: “Carabinieri, polizia, detective ecc… avevano chiesto a mia sorella di aiutarli a incastrare Stasi”. Ciò significa che gli inquirenti di allora avrebbero chiesto a Stefania di aiutarli ad incastrare Stasi e di farlo durante incontro in caserma. E questo confronto é avvenuto solo quattro giorni dopo il delitto. Chiesa Soprani ha poi affermato che nei messaggi, Paola smentisce la sorella Stefania: “Ti racconto una cosa di mia sorella – ha detto Paola -. Lei ai tempo dell’omicidio faceva la soccorritrice. Quando é morta mia cugina, che io ero in casa perché avevo il gesso nella gamba e lei era in piscina con il suo ragazzo Quando mia mamma l’ha chiamata le ha detto di venire, é uscita dalla piscina è arrivata a casa che non era bagnata. É salita sulla macchina convinta di poterla rianimare”. Questo é il racconto che fa riferimento al momento in cui alle gemelle viene comunicato il decesso di Chiara. Questo va a contraddire quello che Stefania e la madre hanno sostenuto al tempo. La gemella, la sera stessa dell’omicidio, aveva dichiarato che “era intenta a farsi la doccia a casa sua”, cosa confermata anche dalla madre. Le due versioni collidono.
Chiesa ha poi aggiunto: “Ho passato intere giornate a spiegarle come gestire la sorella, aiutarla”. Ciò perché, secondo quanto detto da Chiesa Soprani, Stefania diventerebbe “folle” ogni volta che si parla della morte della cugina.
La stessa Stefania in proposito aveva raccontato all’ex amico: “C’é solo una persona che soffre tantissimo questa cosa: mia sorella. Sta malissimo. Oggi metteva il telefono giù a tutti, si é chiusa in casa. É terrorizzata. Basta un commento e lei crolla, completamente. Oggi si è chiusa e si é messa a leggere tutto.. é andata fuori di testa”.
“Mia sorella non ragiona. Ha letto una frase di Feltri che dice: ‘Secondo me bisogna riaprire il caso’ ed é andata fuori di testa. Non so, é come se fosse convinta che qualcuno le punta la pistola contro. Impazzita”, ha concluso.
Sull’avvocato Tizzoni invece ha espresso parole poco lusinghiere: “Un grandissimo c*****e. L’unica ragione per la quale i miei zii non lo fanno fuori sono le pressioni mentali che gli fa da sempre. Gli ha messo in testa di quelle cosa.. lasciamo perdere. Io non ho mai aperto bocca ma verrà il giorno che la apro e voglio essere pagata fior di milioni. Però dico tutto eh, tutto tutto tutto”, ha concluso.
Questo é quanto emerso ieri sera, nel programma televisivo Le Iene.
Questa mattina invece ci sono state delle novità, ulteriori elementi che amplificherebbero i sospetti verso Andrea Sempio.
In primis, a fronte della notizia diffusa ieri dal Tg1 circa l’impronta sul muro di Sempio, l’avvocatessa dell’indagato, Angela Taccia, ha spiegato che Sempio “ha frequentato ogni angolo della casa, tranne la camera da letto dei genitori di Chiara e di Marco”. Compreso quindi il luogo dell’abitazione in cui é stato trovato il corpo di Chiara Poggi e dove, sulla parete destra, è stata rilevata l’impronta della sua mano.
Nella giornata di oggi però il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno scoperto che Sempio si è sentito male davanti ai carabinieri nel corso dell’interrogatorio tenutosi il 4 ottobre 2008, nonché il giorno in cui ha mostrato lo scontrino del parcheggio. Il malore, però, non é stato mai messo a verbale.
A dare conferma dell’accaduto sarebbero gli archivi del 118, dai quali risulterebbe l’intervento di un’ambulanza della durata di 40 minuti quel giorno per Andrea Sempio: un calo di pressione avuto all’inizio dell’interrogatorio.
La circostanza del malore di Sempio è stata confermata involontariamente dalla madre, Daniela Ferrari, in uno dei dibattiti avuti con la Iena Alessandro De Giuseppe. Un mancamento è stato patito anche dalla donna qualche giorno fa, mentre gli investigatori la incalzavano sulla sua amicizia con un vigile del fuoco di Vigevano che, probabilmente, ha incontrato la mattina del delitto.
Ma non finisce qui. Il nuovo filone d’inchiesta ha adottato metodologie che hanno previsto anche appostamenti notturni davanti a casa Sempio. In questo modo, sarebbero stati rinvenuti alcuni bigliettini scritti a mano nella spazzatura, contenenti frasi che suggeriscono un certo turbamento.
I foglietti accartocciati e gettati via presentano parole che oggi sono al vaglio degli investigatori. Uno, in particolare, riporta la frase: “Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare”.
Di seguito il video:



