Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha richiesto una rilettura scientifica di tutti i reperti a disposizione.
“Vorremmo fare una rivisitazione, a livello scientifico, di tutto. Anche delle impronte dei piedi, come quella parziale del numero 36/37, che si ritiene femminile, in quanto pensiamo che con le nuove tecniche si possa arrivare a un esito”, ha dichiarato l’avvocato De Rensis.
Ciò a fronte di quanto emerso dalla riapertura delle indagini, che vedono indagato l’amico del fratello della vittima, Andrea Sempio, in concorso con altre persone.
Infatti, l’ipotesi avanzata dagli Investigatori e degli Inquirenti – condivisa dagli avvocati di Stasi – é che l’omicidio sia stato commesso da più di una persona.
Anche il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha detto la sua: “Irragionevole che dopo una sentenza o due sentenze di assoluzioni è intervenuta una condanna senza nemmeno rifare l’intero processo. Tutto questo è irrazionale. Se per legge si può condannare soltanto, al di là di ogni ragionevole dubbio, quando uno o più giudici hanno già dubitato al punto da assolvere, non si vede come si possa condannare”. Ciò che il guardasigilli ritiene “irragionevole” sostiene che “andrebbe cambiato con una riforma che noi abbiamo provato a fare e fatto a metà”. La colpa “è della legge” che “va cambiata”, ha detto.
Secondo il Ministro della giustizia, non ci sarà alcuna conseguenza per i magistrati della vecchia inchiesta nel caso in cui dovesse emergere una verità differente: “La responsabilità si può avere solo se il magistrato non conosce la legge o dimostra di non conoscere le carte. Per questo – ha continuato- , per tutti i processi, esiste nei Paesi democratici un doppio o triplo grado di giurisdizione. Si presume infatti che la sentenza possa essere sbagliata”.
In queste ore, si é alla ricerca dell’involucro in cui dovrebbe essere stato conservato l’intonaco legato alla traccia 33. Si tratta dell’impronta palmare che si presume appartenga ad Andrea Sempio. Questa, come noto, é stata rinvenuta sulla parete destra delle scale che conducono alla taverna di casa Poggi, luogo in cui il 13 agosto del 2007 è stato trovato il corpo senza vita di Chiara.
Il timore é che il pezzo di intonaco dal quale é stata raschiata l’impronta sia stato distrutto, probabilmente dopo che la sentenza di condanna a Stasi è passata in giudicato.



