Gaza-Kiev: le mille (false) tregue. L’élite globalista deve fare la guerra, pena il suicidio

venerdì, 30 Maggio 2025
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Giovedì 29 maggio il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che avrebbe accettato la proposta di tregua degli Stati Uniti, consegnata dall’inviato americano Witkoff. Il piano prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni e il rilascio di dieci ostaggi vivi e di diciotto ostaggi morti in due fasi. Hamas ha risposto tra il sì e il no. Si vedrà.

Queste trattative per una tregua tra Israele e Hamas sono serie o è la solita presa in giro che si concluderà con la ripresa delle ostilità? Alla luce di considerazioni geopolitiche di carattere più generale, è sicuro che la guerra continuerà. L’attuale realtà internazionale è infatti contrassegnata da una lenta e costante avanzata delle potenze euroasiatiche – Russia, Cina, Iran e Corea del Nord – nell’economia, nella politica, nella tecnologia militare e non. Invece, le potenze globaliste che governano dietro le quinte i paesi dell’Occidente – Usa, Unione Europea, Gran Bretagna, etc. – sono in costante arretramento. Il loro strumento principale, il dollaro statunitense, è sul punto di crollare. Se il mondo va avanti così ancora per qualche anno, presto la Cina sarà la prima economia mondiale, ma soprattutto le potenze militari combinate di Russia e Cina diventeranno imbattibili. La guerra è l’unico strumento che possiedono le èlite globaliste per mantenere la presa sul potere in quella fetta di mondo che ancora governano. Ecco perché i governi di Germania, Francia e Gran Bretagna spingono per una prosecuzione a oltranza della guerra in Ucraina. Ecco perché Israele spinge gli Usa ad entrare in guerra contro l’Iran. In entrambe i casi c’è il rischio di un conflitto generalizzato – la terza guerra mondiale – che le èlite globaliste hanno già messo in conto. Ci sono però ampi settori del complesso militare e industriale degli Stati Uniti, che si oppongono strenuamente all’ipotesi di una guerra generalizzata contro Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. Il governo israeliano, che evidentemente appartiene al “partito della guerra”, sta facendo in modo di vincere questa resistenza. Come? L’esercito israeliano, purtroppo, continua ad uccidere donne e bambini inermi a Gaza, con un ormai chiaro intento genocidario. Questo genocidio viene perpetrato con armi americane e soprattutto con l’appoggio degli Stati Uniti. Va considerato che la Corte Penale Internazionale sta agendo contro il governo israeliano per crimini di guerra e crimini contro l’umanità e ha già spiccato mandati di cattura a carico di esponenti del governo di Tel Aviv. Perciò il messaggio del governo israeliano agli esponenti statunitensi contrari ad entrare in guerra è molto chiaro: finirete tutti alla sbarra insieme a noi per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’unico modo per rovesciare questo verdetto è la guerra, dal momento che poi saranno i vincitori a decidere chi deve essere condannato e chi deve essere prosciolto!

 

 

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