Strage di Graz in Austria: 10 morti in una scuola, tra le vittime sette studenti. Il cordoglio della politica

martedì, 10 Giugno 2025
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È una tragedia nazionale quella avvenuta nella mattinata di martedì 10 giugno nella città di Graz, in Austria, dove una sparatoria all’interno della scuola Borg ha provocato dieci morti. La strage di Graz in Austria ha sconvolto l’intero Paese: tra le vittime ci sono sette studenti, un adulto e l’autore dell’attacco, un ex alunno ventiduenne che si è tolto la vita dopo aver aperto il fuoco in due aule dell’istituto, tra cui quella in cui aveva studiato in passato.

Secondo quanto riferito dai media locali, il giovane – che deteneva legalmente una pistola e un fucile da caccia – si considerava una vittima di bullismo. Avrebbe pianificato l’attacco in modo lucido, entrando nella scuola poco dopo le 10 del mattino e facendo fuoco all’impazzata. Gli spari, una ventina secondo alcuni testimoni, hanno generato il panico tra studenti e docenti, molti dei quali si sono barricati nelle aule.

Subito dopo l’allarme, la polizia austriaca ha avviato una vasta operazione, coinvolgendo anche l’unità speciale Eko-Cobra e l’uso di elicotteri. Il corpo dell’aggressore è stato trovato poco dopo, in uno dei bagni dell’istituto. Le indagini sono ancora in corso, ma l’ipotesi più accreditata è il suicidio. Il sindaco di Graz, Elke Kahr, ha confermato il tragico bilancio, mentre gli ospedali cittadini sono al collasso per il numero di feriti gravi.

La strage di Graz in Austria arriva a dieci anni esatti da un altro dramma che colpì la città: il 20 giugno 2015 un uomo si lanciò a tutta velocità con un SUV contro la folla nel centro cittadino, uccidendo tre persone e ferendone 34. Anche allora, il gesto fu attribuito a disturbi psichici.

Strage di Graz in Austria, le reazioni commosse della politica

Numerose e commosse le reazioni istituzionali. Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha definito l’accaduto “un atto incomprensibile che ha strappato giovani vite nel luogo che più di ogni altro dovrebbe garantire sicurezza: la scuola”. Ha poi espresso vicinanza alle famiglie e ha ringraziato le forze dell’ordine e i soccorritori per il tempestivo intervento.

Messaggi di cordoglio sono giunti anche dall’Unione Europea. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha scritto su X: “Ogni bambino dovrebbe sentirsi al sicuro a scuola e poter imparare senza paura. Sono profondamente scioccata”. La portavoce della Commissione UE, Paula Pinho, ha espresso “le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e all’intera città”.

Anche dall’Italia è arrivata la solidarietà delle istituzioni. “Con dolore apprendo della tragica notizia che vede coinvolta una scuola a Graz”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “La mia vicinanza e quella dell’intero governo italiano va ai familiari delle vittime e ai feriti”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al capo di Stato austriaco Alexander Van der Bellen, esprimendo “le più sentite condoglianze e la più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime” a nome di tutta la Repubblica Italiana.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha parlato di un “atto di inaudita violenza” che colpisce un luogo – la scuola – che dovrebbe essere “presidio di formazione e crescita”.

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