Dall’Irlanda agli Usa, perché esplode la bomba immigrati

mercoledì, 11 Giugno 2025
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Riuscite a  immaginare una tranquilla cittadina dell’Irlanda del Nord dove infuria la caccia all’immigrato? Fino a qualche anno fa sarebbe stata una cosa impensabile. E invece è proprio quello che sta accadendo in questi giorni. Il fatto è che la bomba immigrati esplode ovunque. E in modo sempre più devastante.

Accade a Ballymena, un piccolo centro dove non succede mai nulla. Un luogo di gente pacifica. Da un paio di giorni è invece un luogo di guerriglia urbana: molotov, sassi e mattoni contro le auto della polizia. Centinaia di persone inferocite in strada. I tranquilli cittadini di Ballymena si sono trasformati in giustizieri assetati di sangue. Che cosa è successo? Che due giovani di origine romena soni stati arrestati per il tentato stupro di una ragazzina. Alla gente del luogo non basta che i due immigrati siano stati assicurati alla giustizia. La rabbia collettiva esplode comunque, incontenibile.

E non si tratta di un episodio isolato. In Irlanda, come in Inghilterra, basta un niente ad accendere la miccia dell’odio contro gli stranieri.   Nel novembre del 2023, le strade di Dublino sono state attraversate da violente proteste dopo l’accoltellamento di tre bambini da parte di un immigrato algerino, mentre l’estate scorsa gravissimi disordini hanno interessato molte città inglesi in seguito all’uccisione di tre bambine per mano di un giovane di origini ruandesi.

Cambiamo ora scena. Le proporzioni sono ben superiori. Ma il copione non cambia. Sempre di rabbia di origine etnica si tratta. Da cinque giorni Los Angeles è teatro di proteste violente. Tanto che la sindaca Karen Bass ha imposto la scorsa notte il coprifuoco. La sindaca ha detto di averlo fatto su richiesta dei residenti dopo che la sera prima 23 negozi erano stati saccheggiati e molteplici facciate danneggiate dai graffiti. Intanto, anche il governatore del Texas ha annunciato il dispiegamento della Guardia nazionale statale per mantenere l’ordine.

Anche negli Usa sta esplodendo la bomba sociale dell’immigrazione, solo che stavolta a scatenare la protesta sono gli immigrati stessi, o per meglio dire i “latinos”, che protestano contro Donald Trump, il quale non ci pensa però minimamente a placare gli animi, visto che rilascia di continuo dichiarazioni incendiare. Come l’ultima, quando ha detto che si appresta a deportare novemila immigrati irregolari a Guantanamo.

Magari non lo farà, ma è evidente che il tycoon gioca a esasperare gli animi. Il fatto è che, negli Usa come in Europa, l’immigrazione è ormai diventata uno dei temi principali della politica. Un tema ad alta potenzialità esplosiva, un fattore di tensione permanente della vita sociale che non può essere disattivato a suon di prediche  politicamente corrette.

Quello che colpisce in questi giorni è la violenza delle manifestazioni. Ma, anche in questo caso, non c’è nulla di nuovo. Nelle città europee e nordamericane monta da tempo la rabbia sociale. Le tensioni tra gruppi etnici tendono a sommarsi ai motivi di disagio sociale in quanto tale (disoccupazione e impoverimento). La bomba immigrazione si identifica sempre più  con la bomba sociale e basta un niente a farla esplodere. Il caso più clamoroso è accaduto una decina di giorni fa a Parigi, dove persino un’occasione di festa (la vittoria del Psg in Champions) ha provocato disordini  violentissimi.

Non è più tempo di anime belle da discorsi altisonanti. La verità è che l’immigrazione sta facendo esplodere l’equilibrio nelle nostre società. Non c’era intolleranza etnica  fino a trenta o quaranta anni fa in Europa. E tutti si dicevano antirazzisti. Il fatto è che gli “altri” vivevano a migliaia di chilometri di distanza…         

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