Brindisi, carabiniere ucciso nel suo ultimo giorno di lavoro: la dinamica e le parole di Mattarella e Meloni

giovedì, 12 Giugno 2025
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Tragedia a Brindisi. Oggi, 12 giugno, verso le 7:00 del mattino, un carabiniere è stato ucciso durante un inseguimento.

Il fatto è avvenuto a Francavilla Fontana, poco lontano dal centro intermodale della città, in contrada Rosea. La vittima è Carlo Legrottaglie, brigadiere di quasi 60 anni. Oggi doveva essere il suo ultimo giorno di servizio: il 13, cioè domani, sarebbe andato in licenza e il congedo sarebbe avvenuto il primo luglio.
La dinamica sarebbe stata la seguente: Legrottaglie, insieme al collega di pattuglia, erano intervenuti in mattinata al fine di bloccare una rapina che si stava svolgendo presso un distributore di benzina.
Da ciò sarebbe scaturito un inseguimento, durante il quale l’auto dei rapinatori – una Lancia Ypsilon che risulterebbe essere stata rubata a Locorotondo nel Barese – si sarebbe scontrata con la vettura dei due carabinieri.
A quel punto, gli uomini a bordo della Lancia sarebbero scesi dall’auto e l’inseguimento sarebbe proseguito a piedi.
Uno dei malviventi però ha sparato verso i due carabinieri, colpendo Legrottaglie che è caduto a terra. Il collega ha subito chiamato i soccorsi ma per il brigadiere non c’é stato nulla da fare.  
La fuga dei rapinatori è proseguita verso le campagne che sono state setacciate da cima a fondo dalle forze dell’ordine, con il supporto di un elicottero. I due rapinatori sono stati poi catturati. Si erano rifugiati nella masseria “Le Monache” situata tra Grottaglie e Martina Franca. A stanarli sono stati due Falchi della polizia giunti in masseria a bordo di una moto. É seguito un ulteriore scontro a colpi di arma fuoco che ha comportato la morte di uno dei due rapinatori.
Sul luogo protagonista della sparatoria che ha posto fine alla vita del brigadiere, sono accorsi anche Ubaldo De Monaco, comandante regionale dell’Arma e quello provinciale, Leonardo Acquaro, con Raffaele Casto, magistrato di turno della procura di Brindisi. Sono giunti anche parecchi colleghi che conoscevano il brigadiere, chiaramente provati per via della vicenda.
Legrottaglie era in servizio al nucleo radiomobile di Francavilla Fontana, ma viveva Ostuni insieme alla moglie e alle figlie.
Il primo cittadino di Ostuni, Angelo Pomes, ha commentato: “A pochi giorni dal congedo, Legrottaglie ha dimostrato fino all’ultimo il valore e il senso di responsabilità che contraddistinguono le donne e gli uomini dell’Arma”.
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è espresso sulla tragedia tramite la piattaforma X: “A nome mio personale e di ogni donna ed uomo della Difesa esprimo profondo cordoglio per la drammatica morte del Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, servitore dello Stato vilmente ucciso mentre svolgeva, con coraggio e senso del dovere, il proprio lavoro a difesa e a tutela della collettività. Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato: proteggere a qualsiasi costo i cittadini e l’Italia. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo ai familiari, ai colleghi dell’Arma e al Comandante Generale Salvatore Luongo. Mi inchino di fronte al senso del dovere ed al coraggio che hanno portato il Brigadiere Legrottaglie a sacrificare la vita per difendere la nostra sicurezza. Un ultimo profondo, commosso abbraccio da parte di tutti noi lo accompagni. Che Dio lo accolga con il rispetto e l’amore che merita”.
Il Capo di Stato, Sergio Matarella, ha condiviso un messaggio al comandante generale dei carabinieri Salvatore Luongo: “Nel confidare che si arrivi rapidamente alla cattura dei responsabili, desidero esprimere a lei, Signor Comandante Generale, e all’Arma dei Carabinieri sentimenti di solidarietà e vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del militare le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore”.
Anche il Primo Ministro Giorgia Meloni, ha diffuso sui social un messaggio rivolto alla famiglia della vittima e all’Arma dei carabinieri: “Esprimo il più profondo cordoglio per la morte del militare ucciso nell’esercizio del suo dovere mentre interveniva a seguito di una rapina, questa mattina a Francavilla Fontana. Il dolore si unisce allo sdegno per l’efferata violenza contro un uomo in divisa, colpito mentre serviva lo Stato e proteggeva i cittadini. Alla sua famiglia, all’Arma dei carabinieri e a tutti i suoi cari va la mia più sentita vicinanza, personale e del governo”, ha concluso.
Si tratta del secondo episodio a Francavilla Fontana che ha comportato la morte di un servitore dello Stato. Il 14 luglio del 2000 – 25 anni fa – il maresciallo Antonio Dimitri, di soli 33 anni, ha perso la vita nel tentativo di sventare una rapina a mano armata.
Due tragedie simili, che hanno coinvolto due uomini dell’Arma dei Carabinieri, uniti oltre che dalla medesima tragica fine, dal senso del dovere e dal coraggio che li ha guidati fino all’ultimo istante.

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