Si infiamma la guerra tra Israele e Iran. In una dichiarazione pubblica, il capo di Stato maggiore delle IDF, generale Eyal Zamir, e il comandante dell’Aeronautica militare, generale Tomer Bar, hanno annunciato che “la strada verso attacchi contro Teheran è stata aperta”. Secondo i piani resi noti, i caccia israeliani sono pronti a colpire obiettivi nella capitale iraniana.
Nelle stesse ore, l’Iran ha lanciato una terza e poi una quarta ondata di missili balistici contro Israele, colpendo le città di Haifa, Gerusalemme e Tel Aviv. Secondo le autorità israeliane, ci sono almeno due vittime e 70 feriti, oltre a gravi danni a diversi edifici. Media iraniani riferiscono che l’ultimo attacco avrebbe centrato il ministero della Difesa a Tel Aviv, con un numero imprecisato di morti. In Iran, scene di giubilo nelle strade di Teheran, dove la popolazione festeggia i lanci di missili contro Israele, presentati come risposta agli attacchi aerei israeliani su oltre 200 obiettivi militari e nucleari iraniani.
Guerra Israele – Iran, le reazioni del Papa e nel mondo
Nel frattempo, Papa Leone XIV, durante l’udienza giubilare in San Pietro, ha lanciato un appello alla responsabilità e alla ragione dinanzi al deteriorarsi della situazione in Medio Oriente: “Si e’ gravemente deteriorata la situazione in Iran e Israele. In un momento cosi’ delicato desidero rinnovare l’appello alla responsabilita’ e alla ragione”.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto colloqui telefonici separati con il presidente israeliano Isaac Herzog e il primo ministro palestinese Muhammad Mustafa. Tajani ha espresso condoglianze per le vittime civili in Israele, ribadendo al contempo la richiesta di sospendere le operazioni militari a Gaza. Herzog ha riferito che Israele è pronto ad accettare le proposte di cessate il fuoco avanzate da Stati Uniti, Egitto e Qatar. A Mustafa, Tajani ha confermato il sostegno dell’Italia all’ANP, ricordando le recenti evacuazioni sanitarie: finora sono stati accolti 150 minori e 650 palestinesi in Italia.
Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato che l’Iran non ha ancora deciso se partecipare ai colloqui sul nucleare previsti domenica in Oman. Baghaei ha definito “privi di significato” i negoziati alla luce del sostegno degli Stati Uniti a Israele: “Non si può negoziare mentre si permette a un regime razzista di violare la nostra integrità territoriale”.
Fonti della Casa Bianca citate dalla CNN confermano che l’inviato speciale Steve Witkoff è pronto a incontrare i funzionari iraniani a Muscat. Intanto l’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo, mentre il ministero degli Esteri a Teheran punta il dito contro Washington: “Riteniamo gli Stati Uniti responsabili delle conseguenze dell’azione sconsiderata di Israele”. Le prossime ore saranno decisive e come sempre gli occhi del mondo sono puntati sulla capacità di reazione di Donald Trump, chiamato a gestire un nuovo fronte che nessuno immaginava potesse aprirsi con tanta violenza.



