Va avanti implacabile e senza sosta il conflitto tra Iran e Israele e la notizia delle ultime ore é questa: è stata colpita la sede del Mossad. A quanto pare l’Iran sta preparando missili ed altre apparecchiature militari per attaccare le basi americane in Medio Oriente. Questo succederebbe se gli Stati Uniti si unissero alla guerra di Israele. A riportarlo il New York Times che cita per filo e per segno alcune fonti americane. Intanto Donald Trump ha riunito nella serata di ieri il suo team di sicurezza nella Situation Room della Casa Bianca dopo aver abbandonato anticipatamente il G7 canadese per la crisi mediorientale. Gli Usa valutano l’ipotesi di entrare in guerra, pur avendo sempre promesso di voler evitare nuovi conflitti. Dalle colonne del suo social “Truth” Trump ha già chiesto una “resa incondizionata” della Repubblica Islamica, dopo aver invitato tutti ad evacuare Teheran e avvisato di avere il controllo completo dei cieli sopra l’Iran grazie alla superiorità tecnologica militare Usa. Il Tycoon nella riunione con lo staff d’emergenza alla Casa Bianca non risparmia neanche il leader supremo iraniano Ali Khamenei dicendo di sapere esattamente dove si nasconde’. “È un bersaglio facile, ma è al sicuro”. Sottolinea Trump che incalza: “Non lo elimineremo almeno non per ora. Ma non vogliamo che i missili vengano lanciati contro i civili o i soldati americani. La nostra pazienza sta per esaurirsi”. Parole dure ma scolpite nel marmo della Sala Ovale con i suoi fedelissimi con cui valuta l’opzione di lanciare un attacco americano contro le infrastrutture nucleari iraniane, in particolare l’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio di Fordow. Sempre secondo l’intelligence Usa alla Repubblica islamica mancavano tre anni per la bomba atomica, ma il presidente la smentisce. Ong: 450 uccisi dagli attacchi israeliani, almeno la metà sono civili. Ma vediamo cosa sta facendo la Russia in questo frangente. Intanto ha denunciato come illegali i bombardamenti di Israele contro l’Iran, chiedendo una soluzione diplomatica per i timori legati al programma nucleare. La presa di posizione è stata diffusa dal ministero degli Esteri di Mosca. Secondo la Russia, l’Iran ha rilasciato “chiare dichiarazioni” a sostegno del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) e della sua volontà di dialogo con gli Stati Uniti. Il ministero ha aggiunto di essere in attesa di “un’analisi imparziale” da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per verificare se i raid di Tel Aviv abbiano danneggiato le centrali nella Repubblica islamica. L’Iran ha consentito ispezioni dell’Aiea nelle sue centrali nucleari. Al contrario Israele non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione ed è ritenuto in possesso di un arsenale atomico.
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