Il secondo processo dell’inchiesta Doppia Curva, che ha scoperchiato una rete di violenze e presunte estorsioni legate ai vertici delle tifoserie organizzate di Milan e Inter, si è concluso con tre condanne pesanti da parte del Tribunale di Milano. Francesco Lucci, fratello di Luca, ex leader della Curva Sud rossonera ritratto anche in una foto allo stadio con il ministro Salvini, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Quattro anni e 20 giorni sono stati inflitti a Christian Rosiello, ex bodyguard del rapper Fedez (estraneo ai fatti), e 3 anni e 8 mesi a Riccardo Bonissi.
Tutti e tre erano imputati per associazione a delinquere aggravata finalizzata a lesioni, percosse, resistenza a pubblico ufficiale e aggressioni agli steward dello stadio Meazza. Il processo si è celebrato con rito abbreviato dopo la modifica del capo d’imputazione da parte della Procura, rappresentata dal pm Paolo Storari, che aveva chiesto pene ancora più severe.
Nel dispositivo, la sesta sezione penale ha anche riconosciuto il danno per le parti civili: provvisionale da 40mila euro al Milan e 20mila alla Lega Serie A, in attesa di determinare in sede civile i risarcimenti definitivi. Il club rossonero era rappresentato dall’avvocato Enrico De Castiglione, la Lega da Salvatore Pino. “Ora ci sono due sentenze che confermano l’associazione per delinquere e il danno al Milan. Il tifo violento danneggia il calcio”, ha commentato De Castiglione, facendo riferimento anche alla precedente condanna di 16 capi ultras di Milan e Inter, tra cui Luca Lucci, Daniele Cataldo e Marco Ferdico.
Sentenza inchiesta doppia curva, le parole dell’avvocato Cappetta
Immediata la reazione dell’avvocato Jacopo Cappetta, difensore dei tre imputati, che ha chiarito l’intenzione di fare ricorso non appena uscito dal tribunale: “È stata confermata l’associazione, ma noi restiamo convinti che non ci sia. Manca un vero programma criminoso comune. Gli episodi di violenza indicati dal pm non sono stati né pianificati né voluti dai capi”. Cappetta contesta in toto l’impianto accusatorio: “Le condanne sono infondate, soprattutto quelle di Luca e Francesco Lucci. Aspettiamo le motivazioni della sentenza, poi faremo ricorso”.
Le motivazioni della sentenza di primo grado, che ha rafforzato la tesi della Procura milanese sulla pericolosità e l’organizzazione delle frange ultras, saranno depositate entro 90 giorni.



