Ezra Miller torna al Filming Italy Sardegna: “Ho fatto cose orribili, ma cercavo amore” | Video

venerdì, 20 Giugno 2025
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“Non consiglio di tornare alla vita pubblica dopo tre anni andando a Cannes”, così Ezra Miller rompe il silenzio al Filming Italy Sardegna Festival, al Forte Village, accolto dalla direttrice artistica Tiziana Rocca. È la sua prima vera apparizione pubblica dopo anni di assenza e controversie: “A Cannes ci sono fotografi, tipi strani, ricchi maniaci e pazzi a favore del genocidio. L’ho fatto per Lynne Ramsay, per gli amici ci sono sempre”, le sue parole mentre indossa una spilletta dedicata alla Palestina nella serata di premiazione.

Ezra Miller al Filming Italy, la caduta e la rinascita: “Ho fatto cose orribili”

Ezra Miller non aggira il passato. Lo star di Animali Fantastici e The Flash lo affronta di petto, quasi come se fosse parte del suo nuovo metodo: “Ho commesso errori terribili. Ho fatto un sacco di cose sbagliate. E a volte sono stato davvero incapace di conciliare la libertà con la partecipazione a un’industria come questa.”, ammette senza nascondersi.

Non c’è redenzione dichiarata, né richiesta di perdono. Piuttosto, un’analisi spietata e lucida del dolore che ha provato: “La ferita c’è stata ed è qui. Il dolore, la sofferenza, le prove ci sono per tutti gli esseri viventi. Anche nascere è un trauma. Se riusciamo a sopravvivere ai crogiuoli della vita — e per me non era affatto scontato — allora possiamo sviluppare la capacità di riconoscere quel dolore negli altri. E semplicemente tendere la mano.”

Più che etichette o dichiarazioni formali, Miller sceglie un piano profondo, esistenziale, per parlare di sé. La sua identità personale, non binaria e fuori da ogni categoria fissa, emerge nel racconto intimo di una ricerca d’amore e di autenticità vissuta a lungo attraverso strumenti sbagliati: il successo, il consenso, l’arte.

“Cercavo amore, cercavo di esprimermi, ma lo facevo attraverso cose esterne a me. E questo mi ha distrutto.”
Poi, il cambio di rotta: “Credo che dobbiamo questo a noi stessi: trovare un’espressione autentica e imparare ad accoglierla. Amare sé stessi, per quanto possa sembrare un cliché, ma anche essere pronti a ricevere quell’amore da sé stessi.” È una riflessione che risuona con forza in molte esperienze queer: il bisogno di riconoscersi, la fatica di rappresentarsi, l’orgoglio di non appartenere a nessun modello precostituito.

La riflessione è radicale: l’arte non è lo spazio della salvezza, ma un mezzo, spesso sopravvalutato. “Glorifichiamo l’arte, ma nessuna forma d’arte o carriera ci restituirà un senso di completezza. La vera guarigione nasce da un gesto d’amore verso se stessi. L’arte può ricordarcelo, ma non farlo al posto nostro.”

Sul piano professionale, Miller rivendica la sua anarchia creativa: “Sono un autodidatta, un nerd. Ho letto tutti i metodi, li conosco, ma non mi appartengono. Non ho mai studiato recitazione formalmente.” E aggiunge, con una vena ironica: “A volte faccio method acting, a volte niente del genere. A volte mi basta muovere una mano in un certo modo. Per me è tutto un esperimento. Non ho ancora capito come funziona, e forse è proprio quello il bello.”

Nessun rimpianto o rimorso per le sue scelte professionali, compreso The Flash un set pieno di controversie: “Il lavoro è per il giudizio degli altri. Non è mio compito decidere se una mia interpretazione sia buona o cattiva. Io cerco la magia nel processo, non nel risultato.”

Dopo un lungo silenzio, oggi Miller è tornato a scrivere lavorare. Lo fa accanto a una delle registe che più stima, Lynne Ramsay, con cui aveva lavorato nel disturbante “…E ora parliamo di Kevin”: “Lynne mi ha chiesto di venire a Cannes, e io sono andato. Sto scrivendo molto, perché si può fare in solitudine — che mi è stata amica.”

Ma se esiste ancora un principio guida nella sua vita, non è l’arte, né il successo, né la carriera: “Se c’è una cosa in cui credo ancora davvero, è la devozione verso le proprie persone, verso gli amici, i compagni. Per loro farei qualsiasi cosa.”

Il video di Ezra Miller

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