Tregua Iran-Israele,Pejman Abdolmohammadi di ISPI ci spiega cosa succederà adesso

mercoledì, 25 Giugno 2025
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Una tregua ufficializzata ormai tra Israele e Iran e foriera di novità, sia sull’asset geopolitico e commerciale sia sugli accordi in termini di nucleare. Il presidente iraniano Pezeshkian ha proclamato la fine della guerra dei 12 giorni imposta al suo Paese e si è detto pronto a tornare al tavolo delle trattative continuando a difendere i suoi diritti legittimi per il suo programma nucleare, arricchimento dell’uranio compreso. Dal canto suo Netanyahu, ha parlato invece di una vittoria storica che durerà per generazioni, proclamando il ritorno alla normalità del traffico aereo in entrata e in uscita senza restrizioni, così come quelle di movimento con la riapertura delle scuole e degli uffici a Tel Aviv. Come se non fosse successo niente quindi? In questo balletto di diplomazia sull’asse Medioriente e oltreoceano e sugli sviluppi geopolitici di questa tregua in corso tra i due Paesi con intercessione degli Stati Uniti d’America e del grande progetto di ricostruzione del Medio Oriente da parte di Donald Trump, abbiamo interpellato di nuovo il prof. Pejman Abdolmohammadi di ISPI per un’analisi attenta e minuziosa.

Putin ad inizio settimana ha incontrato l’ esecutivo iraniano al quale ha dato tutto l’appoggio necessario. Che ne pensa? Cosa succederà alla luce della tregua delle ultime ore, che scenario potrebbe aprirsi sull’asse geopolitico mediorientale?

Putin ha già barattato la Repubblica Islamica e questo suo appoggio è soltanto formale la Russia infatti non sceglierà più di questo per difendere la Repubblica Islamica, chiaramente anche questa tregua fa parte anche della strategia che Trump Nethanyau e parzialmente Putin stanno portando avanti sull’asse geopolitico internazionale.

La chiusura dello stretto di Hormuz ovvero la via del petrolio che significato e che impatto potrebbe avere? E’ esecutiva o verrà chiusa a giorni?

L’eventuale chiusura dello stretto di Hormuz creerebbe un importante effetto sull’economia mondiale ma un effetto che nel caso dovrebbe accadere sia Israele che gli Usa sarebbero disposti a pagare per un obiettivo molto più importante che è il nuovo ordine e asset economico mondiale dei prossimi cinquant’anni.

La tregua secondo lei sarà duratura su entrambi i fronti? O ci saranno rappresaglie?

La tregua è un passaggio nuovo sempre incluso nell’ottica della grande strategia geopolitica ed economica di Trump e soprattutto del cambiamento del Medio Oriente. Questo momentaneo cessate il fuoco appresenta solo la terza fase del progetto in corso ed è un momento che da fiato sia agli israeliani che agli Usa ma soprattutto permette alla società iraniana di poter uscire liberamente e guadagnare più spazio e allo stesso tempo questa sospensione delle ostilità può lasciare tempo ai vertici della Repubblica Islamica di abbandonare il paese. Chiaramente ci sarà un momento di repressione più forte, che porterà la parte estremista ad aumentare le pressioni sociali per mantenere il controllo, una fase quindi necessaria ma che potrebbe anche riservare delle sorprese.

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