Un turista norvegese proveniente da Tromsø, ha raccontato il negato ingresso negli USA a causa di un meme che ritrae il vice-presidente americano JD Vance in vesti alquanto satiriche, tipiche dei meme presenti sulle piattaforme social.
L’accusa del turista è di essere stato vittima di un vero e proprio abuso di potere da parte delle forze dell’ordine responsabili per la sicurezza delle frontiere, durante il suo transito all’aeroporto di Newark, con destinazione finale Texas.
Secondo il racconto fornito al quotidiano locale, il giovane sarebbe stato fermato e sottoposto a un interrogatorio legato a sospetti su terrorismo e traffico di stupefacenti. In seguito, sarebbe stato trasferito in un’area di detenzione temporanea. «Mi hanno condotto in una stanza sorvegliata da numerosi agenti armati, dove mi è stato chiesto di consegnare scarpe, cellulare e zaino» ha dichiarato.
A quel punto, Mads Mikkelsen sarebbe stato messo di fronte a un ultimatum: concedere l’accesso completo al proprio smartphone oppure rischiare una sanzione di cinquemila dollari o addirittura l’arresto. Ha quindi acconsentito.
All’interno del dispositivo, gli ufficiali avrebbero rinvenuto il meme in questione raffigurante JD Vance in modo satirico, insieme a una foto personale in cui teneva in mano una pipa di legno. «Entrambe le immagini erano state salvate in automatico da un’app di messaggistica istantanea» ha affermato.
«Non pensavo minimamente che un paio di immagini completamente innocue potessero causare una simile reazione e pregiudicare il mio ingresso negli Stati Uniti», ha commentato.
Le spiegazioni sul tono ironico del contenuto non avrebbero però convinto le autorità, che avrebbero poi proceduto con un prelievo di sangue, probabilmente per rilevare eventuali sostanze stupefacenti, oltre alla raccolta delle impronte digitali. Successivamente, il turista sarebbe stato imbarcato su un volo per la Norvegia senza possibilità di appello.
La versione ufficiale fornita dalla Custom and Border Protection, attraverso un comunicato pubblicato sull’account istituzionale su X, smentisce la ricostruzione di Mikkelsen.
Secondo le autorità statunitensi, il rifiuto all’ingresso non avrebbe nulla a che vedere con contenuti digitali o questioni politiche, bensì con una dichiarazione dello stesso cittadino norvegese in merito al consumo di droghe.
La normativa di riferimento, in particolare la sezione 212 del Immigration and Nationality Act, stabilisce infatti che è considerata “inammissibile” qualsiasi persona riconosciuta, secondo le linee guida del Dipartimento della Salute, come consumatore abituale o dipendente da sostanze stupefacenti.

