Globo d’Oro 2025, trionfano “Il Nibbio” e Valeria Golino: tutte le interviste ai vincitori | Video

giovedì, 3 Luglio 2025
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Nella solenne cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio, cuore istituzionale della Capitale, si è svolta la cerimonia di consegna della 65ma edizione del Globo d’Oro, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia al meglio della produzione cinematografica italiana dell’anno. Condotta dalla speaker radiofonica Betty Senatore, è stata una serata all’insegna dell’eleganza e della memoria, ma soprattutto del futuro, che ha confermato la centralità di Roma come vera capitale culturale e cinematografica del Paese.

Un legame vivo e profondo, sottolineato dalla presenza e dal sostegno delle istituzioni capitoline: il Sindaco Roberto Gualtieri, che ha inviato un videomessaggio di saluto; l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio; e Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda, entrambi presenti in sala e uniti nell’abbraccio al cinema italiano.

“Roma – hanno dichiarato le organizzatrici di questa edizione del Premio, Francesca Biliotti e Constanze Templin – è da sempre il palcoscenico naturale del cinema: non solo per i suoi scorci iconici, ma per l’energia artistica che custodisce. Il Globo d’Oro nasce dal nostro sguardo esterno, come giornalisti corrispondenti per testate estere innamorati della settima arte, che ogni anno ci conquista per la sua autenticità, audacia e poesia. Premiarla in Campidoglio, grazie al supporto delle istituzioni, ha per noi un valore altissimo: è un segno di riconoscimento e di speranza”.

Globo d’Oro 2025, le video interviste ai vincitori

Tra i premi più attesi della serata, la Miglior Serie TV è andata a “L’arte della gioia” diretta da Valeria Golino, che ha raccontato così ai microfoni de Lo Speciale la sua emozione: “Chiaramente sono molto onorata. Si chiude in bellezza la stagione dei premi con i Globi d’Oro. Ho vinto il Globo d’Oro in giovanissima età, è stato uno dei primi premi che io abbia mai vinto e mi sembrava una cosa… ero veramente straordinariamente contenta. Adesso è diverso, tanti anni dopo, però mi rendo conto che mi fa ancora molto piacere essere apprezzata dalla stampa estera”.

Alla domanda su come sia cambiato questo riconoscimento rispetto al passato, Golino ha spiegato: “Quando sei giovane, com’ero io all’epoca, da una parte prendi le cose più per scontato, dall’altra ti sembra tutto enorme, gigante. Adesso, dopo tanti anni, sei un po’ meno impaziente, però hai la consapevolezza di essere stata apprezzata, che c’è della benevolenza, della stima, e questo non può che far piacere”.

Sulla sfida di girare una serie tv, l’attrice e regista ha aggiunto: “È tutto più lungo: la scrittura, la preparazione, il montaggio, le riprese… i giorni di set sono più lunghi, quindi è chiaro che è anche più faticoso. Però devo dire che è stata un’esperienza particolarmente gioiosa, perché ho avuto collaboratori incredibili, persone che mi hanno insegnato tanto. Ho imparato molto come regista: la serie è un oggetto diverso dal film, più arzigogolato, con più paletti, con margini entro cui devi stare attenta a cose diverse rispetto al cinema. Mi ha dato sia un senso di disciplina, sia un senso di libertà”.
E sulla possibilità di una prossima regia, ha concluso: “Sto pensando alla prossima regia. Sono ancora all’inizio, ho appena cominciato a scrivere, ma certo che ci sto lavorando. Sì, è un soggetto originale”.

Grande protagonista anche Claudio Santamaria, che ha ricevuto il premio come Miglior Attore per la sua interpretazione di Nicola Calipari in “Il Nibbio”, film che si è aggiudicato anche il premio più ambito della serata, quello per il Miglior Film. Santamaria ha commentato: “È una grande soddisfazione perché significa che questo non è solo un film italiano, ma un film che ha la capacità di essere universale, di arrivare anche ad altri Paesi e altre culture”.

Sul suo Nicola Calipari, Santamaria ha detto: “Quando ho letto la sceneggiatura ho accettato subito e ho fortemente voluto fare questo film, perché soprattutto in questo momento storico celebrare questi grandi uomini di pace è importantissimo. Far capire che un’altra strada esiste, diversa dal conflitto e dalle divisioni, è fondamentale”, ha chiosato con riferimento alle tematiche di stretta attualità internazionale.

Momento carico di emozione è stato il Premio alla Carriera consegnato al maestro Pupi Avati, che ha riflettuto così sul riconoscimento ai microfoni de Lo Speciale: “È qualcosa che mi auguravo arrivasse tempo fa. Ho un percorso lunghissimo: 57 anni di cinema, 57 film, quindi una media di un film all’anno. È una specie di record per me e mio fratello, e mantenerlo in un momento in cui fare cinema è diventato molto complicato è motivo di orgoglio”.
Sulle difficoltà attuali del settore, Avati ha osservato: “È una grande delusione. Occorrerebbe qualcuno di più competente che si occupasse di cinema, come accade in Francia, dove esiste un’agenzia – la suggerisco da tempo – una sorta di ministero del cinema, specializzato e dedicato esclusivamente al cinema. Vediamo cosa succede: con il rientro di questo signore che ha ucciso moglie e figlia siamo finiti su tutti i giornali, e finalmente anche i grandi quotidiani si occupano di cinema, cosa che prima non facevano. Sembra quasi una commedia dell’assurdo”.
Infine, sul possibile ritorno alla guida di Cinecittà, ha precisato: “Io l’ho già fatto: sono stato presidente di Cinecittà nel 2002, un’esperienza del tutto soddisfacente, ma allora l’interlocuzione era diversa. Oggi sarebbe un po’ più complicato. E poi, negli anni che mi restano, voglio continuare a fare il regista”.

Tutti gli altri premi

La serata si è aperta con il premio al Miglior Cortometraggio, assegnato a “Chloe” di Matthias Salzburger, mentre per la Miglior Opera Prima il riconoscimento è andato a “Ciao bambino” di Edgardo Pistone. Nella categoria Giovane Promessa, il premio è stato attribuito a Beatrice Barison. Il Miglior Documentario è stato “Il mestiere di vivere” di Giovanna Gagliardo, mentre il Globo Verde è andato a “Come se non ci fosse un domani” di Riccardo Cremona e Matteo Keffer.
Il Gran Premio della Stampa Estera è stato assegnato a Isabella Rossellini. Il premio per la Miglior Commedia è andato a “U.S. Palmese” dei Manetti bros., la Miglior Colonna Sonora a Federico De’ Robertis per “Napoli New York”, la Miglior Fotografia a Maurizio Calvesi per “L’abbaglio” e la Miglior Attrice a Barbora Bobulova per “Per il mio bene”. La Miglior Sceneggiatura è stata quella de “Le assaggiatrici”, mentre Gabriele Mainetti ha ricevuto il premio per la Miglior Regia con “La città proibita”.

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