Da giugno è entra in vigore una nuova etichettatura energetica obbligatoria per smartphone e tablet, pensata per fornire ai consumatori informazioni chiare sull’efficienza energetica e la sostenibilità dei dispositivi mobili. Un passo importante anche nella lotta contro l’obsolescenza programmata, una delle problematiche più critiche nel settore tecnologico.
Proprio come già avviene per elettrodomestici e TV, anche i dispositivi mobili avranno ora etichette standardizzate che ne indicano prestazioni e durabilità secondo parametri chiari e comparabili.
Cosa indicano le nuove etichette
Le etichette saranno uniformi a livello europeo e comprenderanno diversi indicatori chiave:
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Classe energetica (da A a G)
Valuta l’efficienza complessiva del dispositivo, includendo consumo energetico, capacità della batteria e voltaggio. -
Durata della batteria
Espressa in ore di utilizzo continuo, offre un parametro immediato sulla reale autonomia del dispositivo. -
Cicli di ricarica garantiti
I dispositivi dovranno garantire almeno 800 cicli di ricarica, mantenendo l’80% della capacità della batteria. Questo favorisce una maggiore longevità dei prodotti. -
Riparabilità e resistenza (da A a E)
Valutano la facilità di riparazione e la robustezza del dispositivo. Un punteggio alto incoraggia la progettazione di prodotti più facilmente riparabili, contrastando l’obsolescenza programmata. -
Grado di protezione da agenti esterni
Indica la resistenza del dispositivo a polvere, liquidi e altri elementi, contribuendo alla sua durata nel tempo.
QR Code e trasparenza totale
Ogni dispositivo dovrà inoltre riportare un QR code che rimanda al database europeo EPREL, dove sarà possibile consultare tutte le specifiche tecniche e i dettagli sulla sostenibilità del prodotto. Uno strumento pensato per offrire trasparenza totale e favorire scelte d’acquisto consapevoli.
Verso la fine dell’obsolescenza programmata
Questa iniziativa rappresenta un’azione concreta contro l’obsolescenza programmata, ovvero la strategia – spesso non dichiarata – con cui alcuni prodotti sono progettati per durare meno di quanto tecnicamente possibile, incentivando la sostituzione frequente.
Il punteggio sulla riparabilità, insieme alla durata certificata della batteria, è un potente strumento di pressione su produttori e brand, affinché realizzino dispositivi più longevi, aggiornabili e sostenibili. L’obiettivo è ridurre la necessità di sostituire i dispositivi dopo pochi anni e promuovere una cultura del riutilizzo e della manutenzione.
Ridurre i rifiuti elettronici e le emissioni
L’impatto atteso è anche ambientale. Secondo le stime, l’introduzione delle etichette porterà a un risparmio di circa 8,1 TWh entro il 2030, con conseguente riduzione delle emissioni di CO₂ e una spinta verso un’economia più circolare.
Batterie più durature e dispositivi più riparabili significano anche meno rifiuti elettronici, una categoria in costante crescita: si calcola che quasi il 50% di questi rifiuti provenga proprio da smartphone e tablet, molti dei quali dismessi prematuramente.
Una scelta per il futuro
Con la nuova etichettatura, l’Unione Europea punta a responsabilizzare il consumatore e stimolare l’industria verso scelte più sostenibili. Per gli utenti, diventa più facile capire quali dispositivi garantiscono una maggiore durata e minore impatto ambientale.
In un contesto in cui la sostenibilità assume un ruolo sempre più centrale, l’introduzione di queste etichette rappresenta un cambiamento significativo, destinato a influenzare profondamente le scelte d’acquisto e l’utilizzo dei dispositivi mobili.



