Gaza, nel mirino i cattolici. Il Papa prega per la pace, Pizzaballa nei territori 

venerdì, 18 Luglio 2025
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Uno strazio senza fine e a Gaza come se non bastasse viene presa di mira dai raid israeliani anche la Chiesa della Sacra Famiglia, l’unica enclave cattolica presente nella Striscia diventata rifugio per sfollati in fuga dalla guerra, colpita ieri da un colpo di artiglieria dell’Idf poco dopo la messa mattutina. All’indomani del raid e mentre si punta il dito sull’errore fatale di Israele e sulle responsabilità ancora impunite, il bilancio parla chiaro e forse fa traballare l’ipotesi di “errore di tiro” lanciata da Israele per giudicare i fatti. Dalla deflagrazione tre persone sono morte, altre nove sono rimaste ferite, di cui una versa in condizioni critiche e due in condizioni gravi. Ferito lievemente a una gamba anche il parroco, il padre argentino Gabriel Romanelli, lo stesso ecclesiastico che Papa Bergoglio dall’inizio delle ostilità il 7 ottobre chiamava sovente per avere notizie della piccola comunità cristiana nell’enclave palestinese e assicurare la sua vicinanza. Sgomento profondo da parte della comunità internazionale e dal Vaticano per l’inarrestabile proseguimento delle ostilità. Papa Leone segue con apprensione i fatti e prega per le vittime di questo straziante massacro che non ha fine condannando ogni violenza e ribadendo la volontà di un cessate il fuoco immediato. Intanto nella zona dove l’enclave cattolica è stata colpita nel cuore, è stato già evacuato il ferito più grave, un ventenne collaboratore dell’Osservatore romano. Si prepara l’uscita delle altre persone coinvolte nel raid di ieri sulla chiesa Sacra famiglia nel quale sono rimasti uccisi in tre. Il Cardinale Pizzaballa intanto si è recato d’urgenza nei territori per portare conforto e con lui anche il patriarca greco ortodosso. Da fonti della Farnesina e dalla stessa voce del Ministro degli Esteri Tajani arriva la conferma che il Cardinale Pizzaballa è in missione a Gaza con un carico di 500 tonnellate di aiuti per la popolazione civile. E all’indomani del raid che ha colpito la comunità cattolica nella Striscia la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, conferma che in queste ore c’è stato un colloquio tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu per affrontare la questione. 

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