West Nile Virus, 12 nuovi casi. I sintomi e come viene trasmesso

venerdì, 25 Luglio 2025
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Sono stati registrati 12 nuovi casi di infezione da West Nile Virus nel Lazio e tutti risultano circoscritti nella provincia di Latina.

Le ultime conferme diagnostiche hanno fatto salire a 21 il numero totale dei casi. Tra questi, figura anche la paziente deceduta la settimana scorsa presso l’ospedale di Fondi. L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani (Inmi) ha reso noto il quadro clinico dei restanti 20: 10 pazienti sono ricoverati in reparti ordinari per altre patologie, 2 sono stati dimessi, 6 sono in cura presso il proprio domicilio, 2 ricoverati in terapia intensiva.
Ma di che infezione si tratta nello specifico? Il West Nile Virus viene trasmesso dalle punture di zanzare che risultano infette, in particolare del genere Culex pipiens, ovvero la comune zanzara notturna che punge dal tramonto all’alba. Il virus colpisce soprattutto gli uccelli selvatici: le zanzare vengono infettate pungendoli e può accadere che trasmettono tale virus anche a ospiti quali il cavallo e l’uomo.
Ma la maggior parte delle persone infette non manifesta alcun sintomo. I casi sintomatici presentano per circa il 20% leggeri disturbi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Tali sintomi possono avere una durata di qualche giorno e variano a seconda dell’età dell’individuo infetto.
Nei bambini si osserva con più frequenza una febbre leggera mentre nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani o, in generale, nei soggetti fragili i sintomi possono essere più gravi e l’infezione può avere un decorso più serio.
I sintomi gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette – 1 su 150 – e includono febbre alta, mal di testa acuto, debolezza muscolare, tremore, disorientamento, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcune conseguenze neurologiche possono essere permanenti.
Altre possibili vie di trasmissione comprendono:

  • la trasfusione di sangue
  • il trapianto di organi da donatori infetti
  • Più raramente, sono state segnalate infezioni congenite, trasmesse dalla madre al feto tramite il latte umano.

Tra le misure di prevenzione infatti, oltre ai piani di disinfestazione sul territorio, sono state attivate le procedure di sicurezza rispetto alle donazioni di sangue e i trapianti.
Il Centro nazionale sangue (Cns) ha fornito precise istruzioni: chi ha trascorso anche una sola notte nelle zone interessate dal virus, deve essere sottoposto al test prima di eseguire donazioni.
In alternativa, é prevista la sospensione temporanea per 28 giorni della donazione.
La direttrice del Cns Luciana Teofili, ha garantito la sicurezza delle donazioni, grazie alle misure adottate che includono test specifici delle sacche di sangue raccolte nelle province in cui il virus sta circolando.
Si precisa che l’infezione non può essere trasmessa da persona a persona.
Al fine di contenere la diffusione la prima misura da adottare é quella di rendere marginale il vettore principale, ovvero le zanzare. Secondo gli esperti, il numero dei casi asintomatici risulterebbe sottostimato.
La circolare ministeriale diffusa nei giorni scorsi alle Regioni – rivolta anche agli ordini dei medici – invita a “potenziare la sorveglianza dei casi umani di infezione da West Nile Virus e Usutu Virus e tutte le attività di sorveglianza integrata veterinaria”.
Nel frattempo, presso l’Istituto Spallanzani, é stata organizzata una riunione operativa, con 290 medici.

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