Con Confini, canti, Simone Massi torna a farsi voce delle storie dimenticate, narratore lirico e resistente di un’umanità frammentata ma mai doma. Il nuovo cortometraggio d’animazione dell’autore marchigiano sarà presentato in anteprima mondiale alla 40ª edizione della Settimana Internazionale della Critica, come evento speciale di chiusura del programma SIC@SIC, a suggellare un’edizione che guarda al confine non solo come limite geografico, ma come ferita e possibilità.
Dieci minuti di pura intensità visiva, dove il tratto graffiato e inconfondibile di Massi si fonde con una narrazione evocativa, sospesa tra memoria storica e tensione poetica. Il piazzale della Transalpina, a Gorizia – simbolo reale e metaforico di divisioni e riconciliazioni – diventa lo scenario di un racconto corale, fatto di drammi e speranze, di muri che cadono e canti che attraversano epoche.
L’opera è un inno ai popoli che resistono, ai sogni che sfidano le barriere, un canto che attraversa il confine – appunto – con la forza della memoria e dell’immaginazione. Il titolo stesso, Confini, canti, accosta due concetti apparentemente inconciliabili, suggerendo che il limite può diventare spartito, e la ferita melodia.
Con una squadra di giovani illustratori (tra cui Claudia Ventura, Pietro Elisei, Elizabeta Keci, Martina Venturini), il film prende forma attraverso una grafica che mantiene viva l’identità stilistica dell’autore, ma la arricchisce di nuove sfumature corali. La colonna sonora originale di Stefano Sasso e Loris Cericola accompagna le immagini con discrezione e profondità, amplificando l’emozione senza mai sovrastarla.
Massi, autore da sempre fuori dalle logiche industriali, con una carriera fatta di scelte radicali e coerenti, torna così a Venezia dopo esser stato omaggiato nel 2012 con la proiezione integrale della sua opera e dopo aver firmato i manifesti della Mostra dal 2012 al 2016. Il suo cinema continua a parlare attraverso il silenzio e il segno, con una potenza che pochi riescono a eguagliare.
Prodotto da Pinangelo Marino per RUMORE Srl, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Film Commission locale e nell’ambito di Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, Confini, canti è non solo un film, ma un gesto civile, un piccolo monumento animato alla possibilità di convivere e ricordare.
Nel panorama dei corti italiani, Massi si conferma ancora una volta come una delle voci più autentiche, capaci di trasformare il segno tracciato su carta in atto politico e poetico. E a Venezia, dove la sua arte è di casa, questo nuovo canto avrà modo di farsi ascoltare.

Simone Massi (Pergola, Pesaro-Urbino, 1970) ha studiato Cinema di Animazione alla Scuola d’Arte di Urbino. A partire dal 1994, Massi ha ideato, realizzato e diretto un lungometraggio e ventisette cortometraggi di animazione, film che sono stati mostrati in 108 Paesi dei 5 Continenti ed hanno raccolto 1700 selezioni e oltre 900 premi. Fra i riconoscimenti più importanti un David di Donatello (tre nomination), tre Nastri d’Argento (undici nomination), un Premio Flaiano. Massi è stato autore del manifesto e della sigla dalla 69ª alla 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, festival che nell’edizione del 2012 lo ha omaggiato con una proiezione speciale di tutti i suoi lavori.
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