L’inchiesta sull’urbanistica a Milano arriva ad un punto di svolta. Il giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex assessore comunale Giancarlo Tancredi e per l’imprenditore Manfredi Catella, fondatore di Coima. Con loro, sono finiti ai domiciliari anche Giuseppe Marinoni, già presidente della Commissione per il Paesaggio, l’architetto Alessandro Scandurra e l’imprenditore Federico Pella, ex manager della società di progettazione J+S. Un sesto indagato, Andrea Bezziccheri della Bluestone, è stato invece trasferito in carcere.
Milano inchiesta urbanistica, corruzione al centro dell’indagine
L’inchiesta sull’urbanistica di Milano, condotta dalla Procura e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ruota attorno a una fitta rete di presunti episodi di corruzione, omissione di conflitti di interesse e speculazioni immobiliari gestite su tavoli “non istituzionali”. Secondo gli inquirenti, Giuseppe Marinoni, durante il suo incarico nella Commissione paesaggio (2021–2025), avrebbe operato in una posizione di “totale conflitto di interessi”, favorendo società come Coima, J+S, Unipol, Redo, Hines, Lendlease, EuroMilano e Carfin92, da cui riceveva incarichi privati o tramite società terze.
Uno dei punti chiave dell’inchiesta è lo studio “Nodi e le Porte metropolitane Milano 2050”, definito dallo stesso Marinoni in una chat come un “Pgt ombra”. Si trattava di una proposta di sviluppo immobiliare su nove aree strategiche intorno agli svincoli autostradali, presentata con il patrocinio gratuito del Comune e offerta agli sviluppatori come base per investimenti futuri. Un’operazione che, secondo la Procura, mirava a influenzare decisioni pubbliche a vantaggio di soggetti privati.
Gli importi e gli episodi contestati
A Marinoni vengono contestati pagamenti per centinaia di migliaia di euro: 369mila euro da J+S, 190mila in bozze di contratto, 26.900 euro da Lombardini22 per due progetti firmati Kryalos sgr, 12.300 euro dagli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel, oltre a incarichi dalla svizzera Arch Group.
Anche Scandurra è accusato di corruzione e di false dichiarazioni per aver nascosto incarichi ottenuti da Bluestone (279mila euro), Castello sgr (321mila euro), Kryalos (oltre 2,5 milioni per due progetti) e Coima (quasi 139mila euro). A Pella, invece, viene contestata la corruzione di Marinoni in cambio del sostegno a progetti come la “Goccia-Bovisa”, “Palizzi 89” e “Vittor Pisani 16-18-20”.
Le reazioni politiche: “Sala si dimetta”
La bufera giudiziaria ha riacceso lo scontro politico in Comune. Samuele Piscina, segretario milanese della Lega, attacca: “La situazione è gravissima, l’urbanistica è paralizzata. Tancredi ha fatto bene a dimettersi, ma ora il sindaco, peraltro indagato, venga in aula a chiarire. Non possiamo andare avanti altri due anni così”. Gli fa eco il capogruppo della Lega a Palazzo Marino Alessandro Verri, che chiede le dimissioni del sindaco: “L’operato della giunta e dei due mandati di Sala è ormai compromesso. Si vada subito a elezioni”.
