È un colpo d’occhio impressionante quello che si presenta oggi alla spianata di Tor Vergata, dove è in corso il Giubileo dei Giovani. Si va verso le 500 mila presenze, secondo le stime ufficiali, e fin dalle prime ore del mattino l’area si è riempita di gruppi di giovani arrivati da ogni parte del mondo.
Arrivi in pullman, treno, metropolitana, voli organizzati e pellegrinaggi a piedi: la periferia est di Roma è stata letteralmente presa d’assalto. L’appuntamento clou è previsto per questa sera, con l’arrivo di Papa Leone XIV, che incontrerà i ragazzi e risponderà alle loro domande.
L’ingresso all’area è organizzato con quattro livelli di controllo. I pellegrini passano per i portali metal detector, con 40 varchi per settore in grado di gestire 1.500 ingressi ciascuno. Dopo il primo filtro, i partecipanti ricevono i lunch box forniti dal Dicastero per l’Evangelizzazione. La distribuzione è stata studiata per evitare l’introduzione di cibi non certificati, in un evento dove la sicurezza alimentare è una priorità.
Ogni giovane indossa un braccialetto colorato con chiusura di sicurezza, che identifica il settore di appartenenza e consente un ulteriore controllo numerico sugli accessi. L’afflusso è gestito in collaborazione tra Protezione civile, forze di polizia e personale degli steward, con il coordinamento operativo centralizzato presso la Questura di Roma.
A garantire la sorveglianza visiva c’è un sistema di 131 telecamere remotizzate, collegate a un maxi schermo nel Centro per la gestione della sicurezza. Si aggiungono altre 115 telecamere dedicate alla rete metropolitana – in particolare alle stazioni Cinecittà, Anagnina e alle linee A e C – e un centinaio di dispositivi ottici fissi nei punti nevralgici della città. Il tutto per offrire un monitoraggio in tempo reale e rispondere tempestivamente a eventuali criticità.
Giubileo dei Giovani 2025 a Tor Vergata, le immagini della festa dei fedeli
I giovani sono divisi per settori, ma l’atmosfera è quella di un unico grande raduno. Cori, balli, scambi di bandiere e selfie tra delegazioni internazionali. Tra le più visibili quella della Corea del Sud: “Siamo felici di essere qui. Vi aspettiamo tutti a Seul nel 2027”, dicono con entusiasmo.
Nel prato si muovono gruppi provenienti da tutto il mondo. Riccardo, 19 anni, ha madre italiana e padre palestinese: “Sono qui con la bandiera della Palestina, per chiedere la pace. A Gaza e in Cisgiordania la situazione è tragica. Spero che anche l’Italia si renda conto dell’importanza di riconoscere lo Stato palestinese. Spero che si riconosca lo Stato della Palestina. In questo periodo troppa sofferenza a Gaza e in Cisgiordania. E’ un genocidio”, sottolinea augurandosi che il conflitto finisca presto e si vada alla formazione di due Stati: Israele e Palestina. “Meloni dice che e’ controproducente per ora riconoscere la Palestina? Spero che la maggioranza degli italiani non abbia questa opinione…da 70 anni c’e’ l’occupazione, si sta distruggendo una cultura”
Da Gerusalemme è arrivata Sara con altri 25 compagni: “Solo la preghiera può cambiare i cuori. Qui stiamo vivendo giorni intensi, c’è gioia, voglia di pace e confronto. Speriamo che il Papa possa portare un messaggio forte”.Parole toccanti anche per il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha portato conforto a Gaza: “Lui rappresenta la Chiesa, la figura di Cristo che porta la pace a tutti i sofferenti: a Gaza ma anche in Israele, ovunque. Noi cristiani dobbiamo essere testimoni di questa consolazione del Signore”. E un’ultima riflessione, carica di speranza e consapevolezza sulle ultime proteste che si vedono in Israele contro il governo che continua a bombardare Gaza: “La nostra voce e la nostra preghiera contano, siamo stanchi della guerra. Continuiamo a pregare tutti per la pace, perche’ solo con il Signore puo’ arrivare alla pace”.
Alcuni giovani hanno organizzato momenti di animazione spontanea: chitarre, tamburi e canti in cerchio. In attesa dell’incontro serale con Papa Leone XIV, molti ricordano con affetto Papa Francesco: “Siamo cresciuti con lui, ci ha guidati per anni. Ora aspettiamo di capire chi è davvero Papa Leone”, raccontano alcuni ragazzi argentini che poi scherzano “Papa Leone o Leo Messi? Sempre Messi”.
Un lutto che colpisce il raduno
La giornata è stata scossa dalla notizia della morte di una giovane pellegrina. Pascale Rafic, 18 anni, è deceduta durante il viaggio verso Roma. Era partita dall’Egitto per partecipare all’evento. “Esprimo il mio cordoglio per questa tragedia – ha detto il sindaco Roberto Gualtieri durante un briefing al Centro Operativo della Protezione Civile –. Le circostanze non sono ancora del tutto chiare, ma si sospetta un infarto. Era salita su un pullman e poi si è sentita male”.



