Netanyahu e Gaza. Il mistero di un’occupazione farlocca

mercoledì, 6 Agosto 2025
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Il governo israeliano ha deciso di occupare l’intera striscia di Gaza con il pretesto di distruggere Hamas e liberare quella cinquantina di prigionieri israeliani ancora ostaggio di Hamas. “La decisione è stata presa: Israele occuperà la striscia di Gaza”, ha riferito lunedì scorso il network israeliano Channel 12, citando alti funzionari dell’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, i cui nomi non sono stati menzionati. Le fonti hanno affermato che “Hamas non rilascerà altri ostaggi senza una resa completa e noi non ci arrenderemo. Se non agiamo ora, gli ostaggi moriranno di fame e Gaza rimarrà sotto il controllo di Hamas”. Ma, nelle dichiarazioni delle autorità di Tel Aviv ci sono cose che non tornano. Israele vuole occupare la striscia di Gaza? Perché, finora cosa ha fatto? L’esercito israeliano già controlla militarmente il 75% della striscia di Gaza, in seguito ad una guerra che ormai perfino elementi di spicco della società israeliana definiscono “genocida”, avendo causato la morte di almeno 61.000 palestinesi e avendo portato l’enclave sull’orlo di una carestia diffusa a causa del blocco degli aiuti vitali. Il piano israeliano è del tutto controverso e soprattutto in contrasto con gli appelli internazionali, volti a porre fine alla guerra e a revocare il disumano blocco della striscia. Il piano ha anche suscitato l’opposizione interna: Gilad Kariv, membro della Knesset per il Partito Laburista, si è scagliato contro la totale occupazione militare di Gaza definendola “un’azione distruttiva” e una “condanna a morte per gli ostaggi”. Anche Tamir Pardo, ex direttore del Mossad – l’agenzia di spionaggio israeliana -, ha criticato la decisione di occupare la striscia, sottolineando che la crisi umanitaria a Gaza è stata causata in gran parte da Israele e che il governo israeliano è responsabile di aver perpetuato la guerra con falsi pretesti. Se c’è opposizione interna al piano del governo israeliano per la striscia di Gaza, nel resto del mondo piovono critiche a tutto spiano. Perfino l’Unione Europea, che è solitamente dalla parte di Israele, questa volta ha preso le distanze da Netanyahu. “L’Ue respinge qualsiasi tentativo di cambiamenti demografici o territoriali nella striscia di Gaza e sostiene l’unificazione della striscia di Gaza con la Cisgiordania sotto l’Autorità Palestinese” ha dichiarato Kaia Kallas a nome di tutta la Commissione Europea. L’unico capo di Stato al mondo che ancora appoggia il piano di Netanyahu è lui, the Donald! Trump ha sostenuto il piano di occupazione totale di Gaza, lo sfollamento di 2,2 milioni di palestinesi e il ripristino degli insediamenti israeliani illegali, perseguito dal governo di Netanyahu. Trump ha anche proposto di sfollare i palestinesi e trasformare Gaza nella “Riviera” dell’Asia occidentale, suscitando condanne e rifiuti a livello internazionale.

 

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