Gaza, AVS denuncia il governo italiano alla CPI: “Complice di un genocidio in diretta TV” | Video 

mercoledì, 6 Agosto 2025
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Quando si parla di responsabilità penale internazionale, non si fa riferimento solo a chi commette materialmente un crimine, ma anche a chi lo ordina, lo agevola, lo sostiene in modo consapevole. È questo il principio cardine su cui si basa l’articolo 25 dello Statuto della Corte Penale Internazionale: anche chi partecipa indirettamente a un crimine, fornendo supporto logistico, politico, economico o militare, può essere chiamato a risponderne davanti alla giustizia internazionale, se consapevole dell’effetto delle proprie azioni.

Ed è proprio su questa base giuridica che Alleanza Verdi e Sinistra ha deciso di avviare un’azione senza precedenti in Italia: segnalare il governo italiano alla Corte Penale Internazionale (CPI) per una possibile complicità nei crimini commessi da Israele nella Striscia di Gaza. Secondo i promotori, le forniture militari e le collaborazioni logistiche continuate nel tempo, pur in presenza di documentate violazioni dei diritti umani, possono configurare una responsabilità penale individuale per chi ha autorizzato, sostenuto o non fermato tali attività.

Nella conferenza stampa alla Camera, i deputati Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, affiancati in collegamento dal giurista Triestino Mariniello, hanno spiegato il senso dell’iniziativa e le sue basi giuridiche, politiche e – soprattutto – morali. Ad illustrare le basi giuridiche dell’iniziativa è stato Il professor Mariniello, docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool e già consulente legale per le vittime di Gaza, ha chiarito il quadro giuridico: “La Corte Penale Internazionale non persegue solo chi commette un crimine, ma anche chi lo facilita consapevolmente. L’articolo 25, paragrafo 3, lettera C dello Statuto di Roma lo stabilisce chiaramente: chi contribuisce in modo significativo e intenzionale alla commissione di un crimine internazionale può essere penalmente responsabile”.

Mariniello ha affermato che oggi è difficile sostenere l’ignoranza o la non intenzionalità, vista la mole di prove, denunce e documentazione disponibile pubblicamente:“Alla luce dei mandati di arresto già emessi dalla Corte e delle misure giudiziarie in corso in altri Paesi, è ormai impossibile sostenere che il governo italiano non sapesse. E se si dimostrasse che i membri dell’esecutivo hanno agito con piena consapevolezza delle conseguenze, allora ci sono gli estremi per un’indagine penale internazionale”.

Gaza, Avs denuncia governo italiano alla CPI. Bonelli e Fratoianni: “Genocidio in diretta”

Angelo Bonelli ha parlato senza mezzi termini di un “genocidio”, definendolo “il più terribile dalla Seconda guerra mondiale”, un orrore che si sta consumando “in diretta televisiva e social, ora dopo ora, sotto gli occhi di tutti. È il più grande buco nero dell’umanità del nostro tempo. Ma anche la più sistematica e continua violazione del diritto internazionale. Se nessuno, nemmeno i governi più potenti, esercita il proprio potere per fermare tutto questo, allora salta tutto. Salta il diritto internazionale. E se resta solo la legge del più forte, a pagare saranno sempre i più deboli”.

Secondo Bonelli, l’Italia è non solo moralmente ma anche giuridicamente esposta, in quanto Paese firmatario dello Statuto di Roma, e quindi obbligata a rispettarne i principi. Ha ricordato che l’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele prevede espressamente la sospensione in caso di violazioni dei diritti umani.

“Il nostro Paese fornisce materiali a duplice uso, assistenza tecnica, addestramento militare. Abbiamo consegnato 30 aerei Aermacchi tramite Leonardo, garantendo anche la manutenzione. Persino 4.000 tonnellate di nitrato di ammonio sono state esportate verso Israele. È un elenco impressionante, che dimostra quanto l’Italia contribuisca attivamente all’efficienza del sistema bellico israeliano”.

Bonelli ha aggiunto che l’obiettivo dell’iniziativa è portare il governo italiano di fronte alle proprie responsabilità, e spingerlo a cambiare rotta: “Non ci basta più la denuncia politica. Milioni di italiani chiedono sanzioni e la revoca dell’accordo militare. Il governo deve ascoltare questa voce, non ignorarla. Non possiamo

Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha denunciato una grave crisi di legittimità del diritto internazionale, indebolito proprio da chi dovrebbe difenderlo: “Se oggi, davanti a un genocidio trasmesso in diretta, nessuno interviene, allora vuol dire che il diritto internazionale è stato messo da parte. E se salta quel principio, resta solo la legge del più forte. Ma chi paga il prezzo della legge del più forte? Sempre i più deboli”.

Fratoianni ha ricordato l’indifferenza mostrata da molte istituzioni verso i mandati della Corte Penale Internazionale, come nel caso di Viktor Orbán che ha accolto Benjamin Netanyahu in Ungheria nonostante il mandato d’arresto.

Ha anche criticato la posizione del governo italiano, in particolare le parole del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che avrebbe liquidato il mandato d’arresto contro Netanyahu con un “chi se ne frega. Non possiamo accettare l’ipocrisia di chi dice di curare i bambini palestinesi ma continua a sostenere chi li bombarda. Anche non fermare, anche restare in silenzio, è una forma di complicità”.

Il caso Comune di Roma appello al PD

Bonelli ha puntato il dito contro la “ipocrisia assassina” del governo italiano e ha invitato anche le amministrazioni locali a riflettere sulle collaborazioni con soggetti coinvolti nella colonizzazione dei territori palestinesi. Uno su tutti quello di Roma, che non fa votare in assemblea capitolina un ordine del giorno del M5S che prevede l’interruzione dei rapporti con aziende israeliane: “Roma è la città della pace? Allora si interroghi sul ruolo delle sue partecipate. Se Acea collabora con società israeliane nella gestione delle risorse idriche nei territori occupati, dove l’acqua è usata come arma per cacciare le comunità palestinesi, c’è un problema morale enorme”.

Il deputato ha invitato il Partito Democratico a sostenere la mozione depositata da AVS, ma ha anche chiarito che, in ogni caso, l’iniziativa andrà avanti comunque: “Speriamo in una convergenza, ma se non ci sarà, porteremo avanti questa battaglia da soli. Lo abbiamo già fatto in passato. Questa è una questione dirimente. Non possiamo più accettare il silenzio”.

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