Alaska. Ecco i punti segreti dell’accordo Putin-Trump (tu chiamale se vuoi indiscrezioni)

domenica, 17 Agosto 2025
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Sarebbero emersi alcuni contenuti relativi agli accordi raggiunti da Trump e Putin ad Anchorage, Alaska, per la cessazione delle ostilità in Ucraina. Si tratta comunque di indiscrezioni, perché non ci sono state dichiarazioni ufficiali russo-americane. I termini dell’accordo sarebbero i seguenti. Punto primo, l’esercito ucraino dovrebbe ritirarsi dall’intero territorio del Donbass. Va precisato che attualmente l’intero territorio della Repubblica Popolare di Lugansk è stato conquistato dai russi, mentre rimane ancora in mano ucraina una minima parte del territorio della Repubblica Popolare di Donetsk: le città di Pokrovsk e Mirnograd (che, però, sono circondate dall’esercito russo) e le altre due città di Kramatorsk e Slaviansk. Questa porzione di territorio del Donetsk dovrebbe essere liberata dall’esercito ucraino, in forza dell’accordo di Anchorage. Punto due, il confronto tra gli eserciti russo e ucraino nelle regioni di Zhaporizhia e Kherson, sarebbe congelato lungo l’attuale linea del fronte. Punto tre, i russi restituirebbero all’Ucraina i territori da loro conquistati nelle regioni ucraine di Sumy e Kharkhiv. Punto quattro, l’Ucraina non entrerà giammai a far parte della Nato (e della Ue). La cosa peggiore per l’Ucraina è che non è stato concordato un preventivo cessate il fuoco, quale condizione per l’esecutività degli accordi, come richiesto da Zelensky e dall’Ue.

Ma, la cosa più eclatante di questo vertice russo-americano di Anchorage è un’altra: lo sdoganamento del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Come ai tempi della guerra fredda, i vertici bilaterali tra i leader degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica servivano a comporre i conflitti tra le superpotenze e a stipulare importanti trattati, per prevenire il pericolo di una guerra atomica. Così attualmente, l’incontro di Anchorage in Alaska tra Trump e Putin ha riportato la Russia di Putin ad un ruolo di negoziatore internazionale su tutte le grandi controversie, che affliggono il mondo – guerre, risorse energetiche, sviluppo economico, geopolitica. Tre anni e mezzo di demonizzazione della figura di Putin da parte dei media mainstream occidentali sono andati in fumo in un colpo solo. E’ bastato il tappeto rosso steso a Putin dai militari statunitensi e l’ingresso del leader russo nell’auto di Trump, per far capire al mondo che non è più possibile ghettizzare la Russia, altrimenti le grandi contese internazionali rimangono senza soluzione.

Tornando all’Ucraina, il problema che è che Zelensky non accetterà mai di consegnare ai russi tutto il Donbass. Se Zelensky accettasse una perdita di territorio da parte dell’Ucraina, i suoi lo impiccherebbero a piazza Maidan. I russi infatti otterrebbero così esattamente quello che avevano proposto prima dello scoppio del conflitto. E allora, a che cosa sarebbe servito il sacrificio di milioni di ucraini, che hanno perso la vita o che sono rimasti invalidi?

 

 

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