Giornalisti e troupe di tutte le principali tv nazionali assiepati dalle prime ore del mattino al Campus Biomedico di Trigoria, dove ieri sera si è spento a 89 anni Pippo Baudo, il “signore della televisione italiana”. Poco dopo le 11 si è aperta una prima camera ardente in forma privata, riservata ai parenti e agli affetti più stretti. Tra i primi ad arrivare anche la figlia Tiziana, che ha voluto dare l’ultimo saluto al padre lontano dai riflettori ed è rimasta accanto al suo capezzale.
Nel pomeriggio, una piccola folla di fan si è fermata davanti al Campus, lasciando parole di affetto e ricordi personali. “La televisione l’ha creata lui”, raccontavano alcuni, sottolineando come ogni Festival di Sanremo da lui diretto fosse sempre diverso dal precedente, un segno di continua innovazione.
Pippo Baudo, camera ardente pubblica nel teatro Rai e funerali a Militello
L’avvocato Giorgio Assumma è uscito per annunciare la notizia che tutti attendevano: la camera ardente aperta al pubblico sarà allestita al Teatro delle Vittorie, storico luogo di tante trasmissioni firmate dal conduttore e che già si mormora la Rai voglia intitolargli. Le porte si apriranno lunedì 18 agosto dalle 10 alle 20 e martedì 19 dalle 9 alle 12. Terminato l’omaggio romano, la salma sarà trasferita in Sicilia. A Militello Val di Catania, paese natale di Baudo, si svolgeranno i funerali mercoledì 20 agosto, nella chiesa di Santa Maria della Stella. La cerimonia è stata fissata alle 15, anche se il sindaco Giovanni Burtone ha chiesto un lieve slittamento alle 16 per le temperature elevate previste. Un lungo ultimo saluto a Pippo Baudo.
Le parole degli amici Assumma e Castelli
All’esterno del Campus Biomedico ha parlato l’avvocato Giorgio Assumma, amico fraterno del conduttore: “L’ho adorato come un fratello. Ci conoscemmo quando venne a Roma per fare il primo provino in Rai, mi disse che se non fosse andata bene avrebbe voluto lavorare con me. Per fortuna andò diversamente, e da allora siamo rimasti legati per tutta la vita”. Assumma ha ricordato Baudo come un uomo di immensa cultura e grande lealtà, capace di affrontare qualsiasi tema con profondità. “Spesso gli facevo trabocchetti con domande di storia, ma aveva sempre la risposta pronta. Se non troviamo un luogo da intitolargli, siamo rifalliti come Paese”, ha concluso.
Commosso anche Gaetano Castelli, storico scenografo e compagno di tante avventure televisive tra cui i Festival di Sanremo e Fantastico: “Abbiamo iniziato insieme nel 1978 con Luna Park e da allora abbiamo fatto tutto. Era il signore della scena, la televisione che inventava era elegante e imponente. Per me era un amico fraterno”. Castelli ha auspicato che Baudo venga ricordato intitolandogli non solo il Teatro Ariston, ma anche il Teatro delle Vittorie. Ha poi rivelato un sogno non realizzato: “Pippo stava pensando a un programma scritto per Stefano De Martino. Lo adorava, lo considerava il suo erede naturale. La Rai e il direttore erano pronti, ma purtroppo si è aggravato rapidamente”.
La visita di Cuccarini e le parole di Brignano
Tra i volti arrivati in giornata anche Lorella Cuccarini, che Baudo aveva lanciato nel 1985. L’artista, accompagnata dal marito Silvio Testi, ha scelto di entrare da un ingresso laterale per vivere il momento in modo intimo e riservato, senza rilasciare dichiarazioni.
Più loquace e commosso Enrico Brignano, che ha voluto ricordare Baudo con parole dense di affetto: “Gli ho dedicato il mio spettacolo di ieri sera. È difficile dire in due parole cosa sia stato Pippo. Ha insegnato più lui in tanti anni di televisione che tanti professori nelle aule. È entrato nelle case con garbo ed eleganza, è stato un uomo generoso”. L’attore ha rivelato di custodire ancora i messaggi vocali che Baudo gli mandava: “Mi ringraziava sempre per gli auguri. Ho avuto l’onore di essere suo amico, anche un po’ la mia carriera l’ha fatta lui. Ieri sera gli ho dedicato il mio spettacolo, volevo che arrivasse al cuore. Ora voglio solo salutarlo un’ultima volta”.



