Roma, l’ultimo saluto a Pippo Baudo al Teatro delle Vittorie con la camera ardente: le interviste | Video

lunedì, 18 Agosto 2025
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La camera ardente di Pippo Baudo, allestita al Teatro delle Vittorie, è stata attraversata da un flusso ininterrotto di affetto. Dalle prime ore del mattino i fan hanno reso omaggio al “re della tv italiana”, mescolandosi a colleghi, amici e rappresentanti delle istituzioni. Tra i momenti più intensi, l’arrivo di Katia Ricciarelli, che non ha trattenuto le lacrime nel ricordare il suo ex marito. Al suo fianco Mara Venier, visibilmente provata, che l’ha accompagnata fino al feretro. L’abbraccio commosso con Tiziana Baudo, figlia del conduttore, ha suggellato un dolore condiviso e un affetto che va oltre i legami familiari. “L’ultima volta che l’ho visto era il 2019 all’Arena di Verona. Non ci siamo nemmeno parlati, ci siamo solo abbracciati”, ha detto Ricciarelli, lasciando il Teatro delle Vittorie con lo sguardo velato di nostalgia.

Camera ardente Pippo Baudo, il  ricordo dei fan: “Il re della tv resterà per sempre con noi”

La prima ad arrivare è stata Mary, giunta da Messina alle prime luci del mattino. “È una foto storica dell’81 quella in cui lui creò Antenna Sicilia e il Festival Siciliano, dove io partecipai come cantante. Pippo incoraggiò quella ragazzina e ricorderò sempre la sua carezza. In Sicilia, come in tutta Italia, siamo cresciuti con la sua televisione: Pippo resterà per sempre il re della tv. Se penso a un erede, dico Carlo Conti”.

Accanto al dolore delle star, la commozione della gente comune ha dato voce a un’Italia cresciuta davanti ai programmi di Baudo, che con la sua presenza inconfondibile è entrato nelle case di generazioni intere.

Le istituzioni: “Un grande italiano, un gentiluomo della tv”

Tra i primi ad arrivare, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Era un grande italiano, un uomo colto e poliedrico. Pippo ha saputo far ridere e sorridere milioni di persone senza mai essere volgare. Una volta a cena ci misero la famosa cipolla, fu una serata divertentissima: parlava in siciliano con mia moglie e non finiva più di raccontare. Era questa la sua forza: trasmettere allegria e positività. Ci mancherà”.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato la dimensione istituzionale del suo percorso: “Un gentiluomo della televisione, che non ha mai deluso nessuno. Baudo è stato ed è l’anima della Rai, e la bellezza e sobrietà di questo allestimento riflettono la sua forza”.

All’uscita dalla camera ardente, anche l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi ha commentato la proposta lanciata da Lino Banfi di intitolare a Baudo il Teatro delle Vittorie. “È un’idea, lo decideremo in consiglio di amministrazione. Mi auguro di sì ma non credo ci siano controindicazioni. La nostra memoria si lega indissolubilmente a Pippo Baudo e quindi penso che questa sarà un’iniziativa che con il consiglio di amministrazione prenderemo in considerazione”.

Conti, Fiorello e Banfi: “Si è spento un faro”

Molto sentito il ricordo di Carlo Conti, che ha riconosciuto l’enorme eredità professionale lasciata da Baudo: “Si è spenta la tv, per me personalmente si è spento un faro. Pippo ha trasformato il presentatore in conduttore, colui che detta i tempi dello spettacolo. Non esistono eredi, Baudo non ne ha: era troppo grande. Quando mi dicevano che ‘baudeggiavo’ era il più grande complimento. Sarà un onore entrare nel camerino dell’Ariston che sarà intitolato a lui: il prossimo Festival di Sanremo sarà il primo senza Pippo e sarà diverso”.

Fiorello, profondamente legato a Baudo, ha rimarcato l’orgoglio delle radici comuni: “Per noi siciliani era un vanto. Pippo ha dato tutto alla sua terra, dalla televisione nazionale ad Antenna Sicilia fino al Festival della canzone siciliana”. Poi ha aggiunto: “La Rai deve moltissimo a Baudo. Dovrebbero togliere il cavallo da viale Mazzini e mettere la sua statua. Negli anni ’60 la televisione era fatta di perfezione assoluta, ma Pippo seppe aggiungere qualcosa in più: l’umanità dentro il grande varietà. Spero che non si perda quello che ha fatto”.

Con la sua consueta ironia, ma con profonda malinconia, Lino Banfi ha ricordato: “Ricordi? A migliaia… eravamo le quattro B: Baudo, Banfi, Bergoglio, Berlusconi… Sono rimasto solo io, ahimè. Non voglio dire che ci vediamo presto, caro Pippo, ti voglio bene ma… c’è tempo”.

Morandi, Giorgia e Pausini: l’eredità musicale e umana

Con voce rotta dall’emozione, Gianni Morandi ha rievocato i giorni più difficili della sua carriera: “All’inizio degli anni Ottanta ero un po’ sparito dal giro, vivevo un periodo di crisi, e fu lui a chiamarmi: ‘Vieni a una puntata di Fantastico’. Non mi chiamava più nessuno, ma lui sì. Qualche anno fa l’ho ringraziato e lui, con il suo modo tipico, mi rispose: ‘Te lo meritavi’. Era fatto così”.

Morandi ha ricordato anche i tanti palcoscenici condivisi: “La vittoria a Sanremo nell’87 con ‘Si può dare di più’, l’anno di Barbara Cola, e l’esplosione di Giorgia che Pippo aveva scovato. Oggi piango un amico vero, perché ci sentivamo, ci volevamo bene”.

Molto intensa anche la testimonianza di Giorgia: “La prima volta che l’ho conosciuto avevo 22 anni e ora ne ho 54. L’ultima volta insieme è stata l’anno scorso, per i 70 anni della tv: gli feci una sorpresa cantando e poi ci siamo fermati a chiacchierare, come sempre. Negli ultimi anni gli era uscita una dolcezza particolare, unita alla sua saggezza e alla sua ironia. Era il suo saper vivere che porto con me per sempre”. All’uscita dalla camera ardente, ha aggiunto: “Stiamo salutando una parte della nostra storia. È una perdita collettiva che ci unisce: Pippo è stato bravo a entrare nelle nostre case e a creare un legame che il tempo rende ancora più forte”.

Anche Laura Pausini, che Baudo lanciò giovanissima al Festival di Sanremo, ha espresso il suo dolore ricordando quanto gli fosse grata: “Se oggi sono qui è anche grazie a lui. Mi ha dato fiducia quando ero solo una ragazza. Non smetterò mai di dirgli grazie. è stato l’incontro più importante della mia vita e mi ha insegnato a sognare in grande non accontentandomi”.

Un addio che unisce generazioni

La giornata al Teatro delle Vittorie è stata scandita da silenzi, lacrime e ricordi. Da colleghi a ministri, da fan a familiari, tutti hanno tracciato il ritratto di un uomo che non è stato soltanto un gigante della tv, ma un punto di riferimento per il Paese. Con la sua voce, la sua ironia e la sua capacità di innovare, Pippo Baudo resterà per sempre nella memoria collettiva degli italiani.

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