Ennesimo attacco di droni che ha provocato morti e feriti stavolta nel mirino russo la città ucraina di Bila Tserkva, a circa 80 chilometri a sud di Kiev. A confermare l’attacco il governatore regionale che ha segnalato anche danni rilevanti a edifici residenziali, strutture commerciali e industriali. Il sindaco della cittadina ha denunciato che si tratta della seconda notte consecutiva di bombardamenti. Nelle stesse ore e sempre di matrice russa sono stati gli attacchi perpetrati nella località di Uspenivka, nella regione di Zaporizhzhia. Intanto la forza aerea ucraina ha dichiarato di aver abbattuto 120 dei 150 droni lanciati nella notte contro varie aree del Paese, precisando però che 30 velivoli sono riusciti a colpire nove località. E le tensioni con la Russia anche da parte europea sono in inevitabile aumento soprattuto dopo l’episodio di ieri che ha visto intercettato l’aereo della Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen in volo sui cieli della Bulgaria. Il segnale gps del velivolo era stato manomesso e intercettato tanto da dover ricorrere a delle manovre analogiche e a delle consultazioni cartacee in fase di atterraggio. L’aereo è atterrato in sicurezza, ma Bruxelles parla di comportamento ostile da parte di Mosca. Intanto calendario alla mano sul fronte negoziati e cessate il fuoco il prossimo giovedì ci sarà un incontro a Parigi della Coalizione dei volenterosi che, lo ricordiamo, riunisce circa 30 Paesi tra cui membri Nato, Australia e Giappone e sarà co-presieduta dal presidente francese Macron e dal premier britannico Starmer. All’incontro strategico parteciperà anche il presidente ucraino Zelensky, mentre la presidente del consiglio Meloni si collegherà da remoto. Sul tavolo robuste garanzie di sicurezza, da inizio agosto sono in corso incontri tra i national security advisor e i capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi partecipanti alla Coalizione. E mentre il balletto diplomatico sul fronte negoziati tra Russia Europa e resto del mondo va avanti Putin rinsalda amicizie e partneriati e sigla accordi commerciali importanti sull’asse asiatico pronto a collaborare con tutti i Paesi che condividono gli stessi ideali per sostenere con fermezza scopi e principi della Carta dell’Onu e promuovere la costruzione di un sistema di governance globale più giusto ed equo. Sulla carta il colosso energetico russo Gazprom ha firmato un accordo per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 verso la Cina e del gasdotto di transito Soyuz Vostok attraverso la Mongolia. La Russia attualmente fornisce gas alla Cina tramite un altro gasdotto, il Power of Siberia, con una capacità di trasporto prevista di 38 miliardi di metri cubi all’anno. Con questo secondo accordo e secondo stime e previsioni dal 2027 la nuova rotta dell’Estremo Oriente dovrebbe aumentare i flussi annuali russi verso la Cina di altri 10 miliardi di metri cubi.



