Pace in Ucraina, forse ci siamo. Anzi no, non ci siamo affatto. Vladimir Putin ha lanciato un’esca all’arcinemico Volodymyr Zelensky. «Se è pronto a venire a Mosca -ha detto il presidente russo rivolto a quello ucraino – ci possiamo incontrare». Ma a stretto giro è arrivato il no secco di Kiev: «Proposta inaccettabile».
E dire che Putin ha corredato la sua offerta con parole al miele. «Se prevarrà il buonsenso, sarà possibile concordare un’opzione accettabile per porre fine» alla guerra in Ucraina. «Mi sembra che ci sia una certa luce alla fine del tunnel. Vediamo come si evolve la situazione».
Zelensky e i suoi hanno fiutato la trappola. E non hanno davvero tutti i torti: andare nella “tana del lupo” non è proprio il miglior modo di negoziare una pace. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato che almeno sette paesi, tra cui Austria, Vaticano, Svizzera e tre Stati del Golfo, sono pronti ad ospitare l’incontro. «Si tratta di proposte serie e il presidente Zelensky è pronto per un incontro di questo tipo in qualsiasi momento. Tuttavia, Putin continua a prendere in giro tutti facendo proposte consapevolmente inaccettabili». Da parte sua, Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina non ha «alcun segnale dalla Russia riguardante un’eventuale pace». Lo ha detto a Parigi, parlando questa sera al fianco di Emmanuel Macron nel cortile dell’Eliseo, dove assisterà all’incontro dei “volenterosi” in programma domani.
Al dunque, quella di Putin non è che una provocazione, che lo “zar” ha forse lanciato perché s’è sentito ringalluzzito dopo il vertice eurasiatico in Cina. Ma questa ennesima presa in giro da parte del capo del Cremlino pare aver fatto infuriare anche Donald Trump: «Non ho nessun messaggio per il presidente Putin, lui sa bene qual è la mia posizione. Prenderà una decisione, in un senso o nell’altro. Qualunque sia la sua scelta, potremmo esserne felici o infelici, e se saremo infelici, vedrete succedere delle cose». Resta da capire di quali “cose” si potrebbe mai trattare. L’inquilino della Casa Bianca ci ha abituati agli annunci che poi non si avverano. Però forse ora ha percepito che lo “zar” lo sta bellamente prendendo in giro. E qualche iniziativa forte la starà eventualmente meditando.



