Un raid aereo senza precedenti ha colpito Doha, la capitale del Qatar, nella serata di ieri con un attacco che ha sconvolto la comunità internazionale. Più di dieci caccia israeliani hanno partecipato all’operazione contro la leadership di Hamas, lanciando almeno dieci missili a lungo raggio sull’edificio in cui si trovavano i vertici del movimento islamista palestinese riuniti per discutere dell’ultima proposta americana. L’attacco, condotto dall’esterno dello spazio aereo qatariota – probabilmente da Arabia Saudita o Emirati – ha scosso la regione e riacceso lo scontro diplomatico.
Le prime informazioni parlano di un’operazione denominata “Fire Summit”, preparata da oltre un anno dai servizi di sicurezza israeliani. L’obiettivo, particolarmente delicato, si trovava in un noto quartiere residenziale di Doha: un edificio in cui, secondo fonti di intelligence, si erano riuniti Khalil al-Hayya, Khaled Mashaal, Muhammad Darwish, Razi Hamad e Izzat al-Rishq, forse per discutere la proposta americana di un cessate il fuoco globale a Gaza con rilascio degli ostaggi israeliani.
L’edificio colpito è parzialmente crollato e la polizia qatariota ha impedito l’accesso ai civili. Hamas, in una nota ufficiale, ha parlato di “fallimento” dell’operazione israeliana, sostenendo che i principali leader siano sopravvissuti e annunciando invece la morte di cinque membri della propria delegazione.
Fonti di intelligence israeliana hanno anche loro espresso scetticismo sull’efficacia dell’azione: “Siamo pessimisti sull’impatto letale dell’attacco, i dati raccolti finora non indicano il raggiungimento della maggior parte degli obiettivi”, hanno spiegato, pur precisando che la valutazione definitiva dei danni è ancora in corso. “In ogni caso – ha sottolineato un’altra fonte – l’obiettivo di incutere timore e dimostrare ai leader di Hamas che non esistono luoghi sicuri è stato raggiunto”.
La reazione del Qatar contro l’attacco di Israele
Durissima la condanna di Doha. Il primo ministro Mohammed Ben Abderrahmane Al Thani ha accusato Israele di aver violato la sovranità del Paese e ha parlato di “atto terroristico” e di “palese violazione del diritto internazionale”. “Il Qatar continuerà a mediare nella guerra di Gaza nonostante questo attacco – ha detto –. È parte della nostra identità e nessuno ci impedirà di svolgere questo ruolo. Ma ci riserviamo il diritto di rispondere”.
Dagli Stati Uniti, l’ambasciatore israeliano all’ONU Danny Danon ha chiarito che “l’attacco non è stato contro il Qatar, ma contro Hamas”. Ha poi aggiunto: “Non agiamo sempre in conformità con gli interessi degli Stati Uniti. Ci coordiniamo con Washington, che ci offre un incredibile sostegno, ma a volte prendiamo decisioni autonome. In questo caso, era la scelta giusta”.
Reazioni internazionali, la delusione di Trump e l’attacco di Erdogan a Israele
L’attacco a Doha ha scatenato una raffica di prese di posizione a livello globale, tra condanne e forti preoccupazioni per il rischio di una nuova escalation in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha espresso “profondo disappunto” per l’operazione, definendosi “molto infelice”. In un lungo messaggio su Truth Social ha chiarito che l’iniziativa è stata “una decisione del Primo Ministro Netanyahu, non mia”. Ha definito “lodevole” l’obiettivo di eliminare Hamas, ma ha criticato con durezza il fatto che Israele abbia bombardato “un Paese sovrano e stretto alleato degli Stati Uniti, impegnato a mediare la pace”.
Trump ha raccontato di aver incaricato l’inviato speciale Steve Witkoff di avvertire il Qatar “troppo tardi per fermare l’attacco” e ha assicurato che “una cosa del genere non accadrà più sul loro territorio”. Ha poi reso noto di aver parlato sia con Netanyahu sia con l’Emiro del Qatar, rilanciando la prospettiva di trasformare “questo sfortunato incidente in un’opportunità di pace”.
Pechino ha condannato “con forza” il raid. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, ha denunciato la “violazione della sovranità nazionale del Qatar” e ha avvertito che l’attacco rischia di compromettere i negoziati sul cessate il fuoco a Gaza.
Anche Bruxelles ha espresso solidarietà a Doha. Un portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’UE ha dichiarato che l’attacco “viola il diritto internazionale e l’integrità territoriale del Qatar” e ha ribadito la necessità di evitare ogni ulteriore escalation, rilanciando l’impegno europeo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’azione israeliana “illegale e disumana”, accusando Tel Aviv di “distruggere ogni sforzo diplomatico”. In una telefonata con l’Emiro Tamim bin Hamad Al Thani ha promesso pieno sostegno al Qatar e ha esortato i Paesi islamici a una condanna unitaria.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando anch’egli con l’Emiro del Qatar, ha denunciato l’attacco come “atroce” e ha accusato Israele di voler “trascinare la regione nel disastro”. Ha ribadito che Ankara resterà “ferma e risoluta contro gli atti di banditismo di Israele”, giudicando il raid una “chiara violazione della sovranità di un amico e alleato”.
