Mi ricordo esattamente cosa stessi facendo quel terribile 11 settembre 2001, ero al telefono con un collega universitario, quattro chiacchiere in vista di un imminente esame. Poi la sua voce si fa seria: “accendi la televisione… ”
Lo feci nel momento esatto in cui il secondo aereo andava a schiantarsi contro la seconda torre. Un senso d’impotenza e di incredulità mi pervase, le torri erano in fiamme, il fumo avvolgeva Manhattan, la polvere correva tra le strade e il terrore negli occhi dei sopravvissuti. Dall’alto corpi si lanciavano nel vuoto, diventando piccoli punti nell’immensità del cielo. Sembrava un’allucinazione, un film apocalittico, ma non lo era… Ancora oggi, quelle immagini rimangono impresse nella memoria collettiva: è impossibile dimenticare.
Twitter e Facebook non esistevano ancora, ma l’11 settembre fu uno dei primi drammi mondiali a svolgersi in diretta televisiva. Milioni di persone in ogni angolo del pianeta assistettero in tempo reale alla tragedia. Gli aerei di linea dirottati che si schiantano contro le Twin Towers di New York, il crollo dei grattacieli simbolo della città, la morte di quasi 3.000 persone. Uno degli attentati terroristici più gravi della storia che sconvolse il mondo intero, cambiando per sempre il corso degli eventi.
L’11 settembre 2001 non fu solo un attacco contro l’America, ma contro i valori di libertà e convivenza. Da quel giorno, la storia prese una svolta drammatica: nuove guerre, misure di sicurezza più rigide, la percezione di un mondo diventato improvvisamente più fragile e vulnerabile.
Eppure, insieme al dolore, ci furono anche la solidarietà, l’eroismo dei pompieri, dei soccorritori, di persone comuni che non esitarono a rischiare la vita per salvarne altre. È questo che, 24 anni dopo, vale la pena ricordare: il dramma che ci ha cambiati, ma anche la forza e il coraggio che ne sono scaturiti.
Vittorio Zenardi



