Polonia. Il mistero dei droni, almeno due piste

venerdì, 12 Settembre 2025
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Nella notte tra il 10 e l’11 settembre é accaduto qualcosa che i media occidentali hanno definito “una violazione senza precedenti dello spazio aereo di un paese della Nato”. Al momento non é dato sapere quanti droni abbiano violato lo spazio aereo della Polonia. L’Ucraina ha parlato di otto velivoli, le autorità polacche di diciannove. Non é neanche del tutto chiara la provenienza dei droni: forse provenivano dall’Ucraina, o magari dalla Bielorussia. Immediatamente le difese antiaeree della Nato sono state attivate, ma non é dato sapere quanti droni siano stati abbattuti. Sembra che i droni che hanno sconfinato in Polonia siano di tipo “Geran” e quindi russi. Le autorità polacche hanno chiuso i quattro aeroporti più grandi del paese, cioè Varsavia Chopin e Modlin, nonché Rzeszow-Jasionka e Lublino. Tutta la vicenda é oscura e completamente avvolta nel mistero. Le autorità russe hanno affermato laconicamente che non era stata pianificata la distruzione di alcun obiettivo in Polonia. D’altra parte i droni non potevano fare gran danno perché erano privi di esplosivo. Pertanto, le ipotesi si riducono alle seguenti due: 1) Sono stati i russi. Essendo privi di esplosivo, l’unica ragione plausibile per cui l’esercito russo possa aver effettuato una simile operazione, sarebbe quella di testare la difesa antiaerea della Nato. Se confermata, questa prima ipotesi sarebbe di una gravità inaudita. Quando si testano dal vivo le capacità difensive dell’avversario, significa che una guerra diretta tra la Russia e la Nato é imminente. In tale circostanza sarebbe giustificato il discorso bellicoso, pronunciato dal presidente dell’Unione Europea Ursula Von der Leyen, che ha proclamato la lotta senza tregua dell’Ue contro la Federazione Russa. 2) Non sono stati i russi a violare lo spazio aereo polacco. In questa seconda ipotesi potremmo tirare un sospiro di sollievo: la Terza Guerra Mondiale non é ancora cominciata. Resta da chiarire chi abbia attraversato le linee rosse, provocando un’intercettazione di velivoli da parte della Nato sul territorio europeo. Purtroppo non ci sono ancora elementi probanti. E’ ancora troppo presto per individuare gli autori di questo sconfinamento. Una cosa però é certa: se non sono stati i russi, allora si é trattato di una provocazione. Ed é chiaro chi abbia interesse a provocare la Russia per allargare il conflitto: il solito Partito della guerra, che conta tra i suoi aderenti, innanzitutto, il governo ucraino, con il proprio esercito allo stremo delle forze. E poi i paesi dell’Unione europea, principalmente Francia e Germania, e la Gran Bretagna.

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