Un’intera notte di discussione, bagarre e cori di “vergogna” dai banchi dell’opposizione hanno accompagnato la scelta della maggioranza di ricorrere alla seduta fiume alla Camera sulla riforma della giustizia firmata da Carlo Nordio e Giorgia Meloni. In realtà i lavori sono stati sospesi fino alle 12 di domani, dato che non c’è stato nessuno iscritto a parlare.
La segretaria del Pd ha bollato come uno “scempio” l’introduzione del sorteggio per l’elezione dei componenti del Csm e ha annunciato battaglia in vista del referendum. La discussione generale, conclusa prima della pausa pranzo, ha visto l’intervento di tredici deputati della stessa maggioranza, iscritti a parlare con l’ordine di scuderia di tirare fino a notte inoltrata. Secondo le opposizioni, la mossa sarebbe stata studiata per consentire ai parlamentari del centrodestra di liberarsi in tempo per il comizio elettorale nelle Marche, accusa estesa anche al presidente della Camera per la gestione della seduta.
All’esterno di Montecitorio, Lo Speciale ha raccolto le reazioni a caldo.
Separazione delle carriere aula fiume alla Camera, il video con le interviste
Paolo Barelli (Forza Italia) ha respinto con decisione le accuse di voler controllare la magistratura: “È una strumentalizzazione pericolosa che non fa onore alle istituzioni. Forza Italia vuole una giustizia giusta, con pari dignità tra il giudice terzo, l’accusa e la difesa. Il testo parla di autonomia e di efficienza, non di censura dei magistrati. Noi valorizziamo il lavoro della maggior parte dei magistrati, che operano con professionalità”.
Sul caso Almasri, Barelli ha aggiunto: “Non conosco le carte, ma sono sicuro che il ministro Nordio, con la sua esperienza, abbia agito nel pieno rispetto delle leggi”.
Ettore Rosato di Italia Viva ha sottolineato la coerenza della maggioranza con le promesse fatte in campagna elettorale:“Lo avevamo scritto nel programma e lo stiamo realizzando. Crediamo giusto che i magistrati giudicanti siano indipendenti da quelli inquirenti e viceversa. Le opposizioni fanno la loro battaglia, ma noi restiamo conseguenti agli impegni presi con gli elettori”.
Durissima invece la voce dei 5 Stelle. Alessandro Donno (M5S) ha parlato di uno strappo senza precedenti: “L’aula fiume è una pagina vergognosa. Non c’è stato alcun ostruzionismo: hanno voluto forzare i regolamenti solo per liberare il mercoledì e fare campagna elettorale nelle Marche. I cittadini devono sapere che mentre il Parlamento discuteva, Meloni, Salvini, Tajani e altri parlamentari erano ai comizi. Quanto alla separazione delle carriere, questa maggioranza non perde occasione di colpire la magistratura, come denunciato anche dal nostro Federico Cafiero De Raho”.
Per Angelo Bonelli (Avs) la riforma apre scenari autoritari: “Il pericolo è chiaro: la politica vuole mettere le mani sulla magistratura, stravolgendo i principi dei padri costituenti. Si indebolisce l’indipendenza dei giudici per instaurare un controllo diretto. Per questa destra i magistrati sono politicizzati, ma il vero obiettivo è avere una giustizia sotto controllo. Lo contrasteremo con tutte le forze”.
Il dibattito resta incandescente: per la maggioranza si tratta di una riforma di civiltà giuridica, per le opposizioni un attacco all’equilibrio dei poteri e all’indipendenza della magistratura.
