Intelligenza artificiale, una legge e tante lacune: sfida impossibile?

giovedì, 18 Settembre 2025
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Gli algoritmi alla prova del diritto. L’Italia da ieri ha la prima legge nazionale per regolare l’utilizzo e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, una prima norma organica e una cornice di principi con cui provare a indirizzare e governare una tecnologia che si evolve giorno dopo giorno e che sta entrando all’interno delle nostre vite, spesso in maniera per noi inconsapevole.

L’obiettivo è quello di mantenere una “riserva di umanità” all’interno del processo, entrando nella partita globale ma definendo al contempo un campo da gioco, un perimetro all’interno del quale evitare utilizzi pericolosi e disciplinare gli aspetti etici di una tecnologia così potente.
Il ddl, approvato in via definitiva al Senato, cerca di conciliare le esigenze della tutela dei diritti con quelle dello sviluppo economico e industriale. E’ articolato in sei capi. Si va dal rispetto della dignità umana alla trasparenza degli algoritmi, passando per l’uso dell’AI in settori chiave come sanità, lavoro e giustizia (l’articolo 15 ad esempio vieta l’uso dell’intelligenza artificiale per decisioni giudiziarie automatizzate).

Il testo mira a completare, in chiave nazionale, il quadro delineato a livello europeo con l’AI Act, introducendo norme che colmano alcune lacune del regolamento comunitario.

“L’AI Act dell’Ue è importante, ma tocca solo una parte dei temi – spiega ad Avvenire Alessio Butti, sottosegretario all’Innovazione –. La nostra legge affronta aspetti come l’etica, la sicurezza e la difesa, che Bruxelles non ha competenza a regolare. È uno strumento complementare per accompagnare l’Italia in un percorso innovativo, ma con regole chiare”.

Non mancano però le critiche.

Le opposizioni denunciano l’assenza di risorse significative e parlano di “occasione mancata” per rendere il Paese competitivo sul piano globale. Altri sottolineano i rischi per la libertà della rete e per il pluralismo, con l’accentramento del controllo normativo nelle mani del governo.

Butti respinge le accuse e rilancia: “L’Italia è il primo Paese europeo con una legge nazionale coerente con l’AI Act. Vogliamo attrarre investimenti, offrire certezza del diritto alle imprese e tutelare i cittadini. Il lavoro non è concluso: questa legge è una cornice, che si evolverà insieme alla tecnologia”.

di Fabrizio De Feo

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