Il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto durante l’apertura di Fenix 2025, la festa di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, in corso all’Eur. “Dobbiamo essere coerenti con noi stessi e non accettare che qualcuno cerchi di rigirare la frittata. Noi dobbiamo insistere nel sostenere che vanno abbassati i toni, da parte di tutti. Certo, siamo noi gli unici a dire ‘facciamo tutti un passo indietro’”, ha spiegato sul clima d’odio che si respira nella politica attuale enfatizzato dalla morte di Charlie Kirk, per il quale ha chiesto un minuto di silenzio.
La Russa e la denuncia alla sinistra
Secondo La Russa, il clima d’odio nasce spesso “dal convincimento della sinistra di una pretesa superiorità morale” e dall’idea che “chi non la pensa come loro vada condannato, odiato e indicato al pubblico ludibrio”. Un atteggiamento che, a suo dire, contrasta con la tradizione della destra: “Non mi è mai capitato di leggere o partecipare a un’attività di persone di destra tesa a impedire le manifestazioni degli altri. Avete mai avuto notizia di gente di destra che ha impedito una manifestazione di sinistra? Mai. Questa è una differenza di cui dobbiamo essere orgogliosi”, parla ancora una volta più da leader di Partito che da presidente del Senato.
La Russa ha anche attaccato le opposizioni per l’atteggiamento nei confronti dell’esecutivo: “È l’unica cosa su cui sono stati sinceri: hanno ammesso che la loro è un’alleanza di scopo. Sono uniti solo dal no, non c’è uno straccio di programma comune. Io sono contento, perché quando anche questa alleanza di scopo dovesse perdere, vedrete come piangeranno lacrime amare”.
Sul fronte culturale, il presidente del Senato ha accusato “falsi maestri e pseudogiornalisti” di giustificare la violenza, citando in particolare il caso Charlie Kirk: “La sinistra non ha ufficialmente detto che fosse giusta la sua uccisione, ma lo hanno fatto intellettuali e giornalisti. È ancora peggio: non hanno il coraggio di dire chiaramente che hanno ragione, ma si nascondono dietro difese ipocrite”.
La Russa, le lodi a Meloni su gestione guerra a Gaza
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato alla crisi mediorientale e alla posizione del governo Meloni: “Su Israele l’equilibrio del governo italiano è stato importantissimo. Vanno in tutti i modi preservati i diritti umani e quindi condannata, come sta facendo in queste ore il governo, la sproporzione con cui Israele ha risposto. Sarebbe bastato restituire gli ostaggi senza troppe condizioni perché finisse tutto: il mondo avrebbe imposto a Israele di smettere. L’unico modo è rispondere con la posizione equilibrata del nostro governo che dice una cosa semplice: la pace duratura, due Stati due popoli, si può realizzare solo se c’è disponibilità reciproca”.
La Russa ha spiegato il suo punto di vista con un paragone: “Pensate se stasera qui, mentre fate festa, da sotto terra spuntassero persone che uccidono e prendono ostaggi. Come reagirebbe persino la pavida Italia? È chiaro che Israele ha avuto una reazione sproporzionata, ma non bisogna dimenticare i presupposti”. Il presidente del Senato ha poi ribadito il ruolo internazionale della premier: “Giorgia Meloni è il punto di riferimento di tutto il centrodestra mondiale”.
In chiusura, La Russa ha ricevuto la maglietta della manifestazione e ha sottolineato il valore del simbolo che accompagna il movimento giovanile di Fratelli d’Italia: “La fiamma è un simbolo di amore e di libertà”, tra gli applausi di giubilio di tutti i presenti prima di inaugurare una mostra dedicata a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, assassinato 50 anni fa.
