Scontri a Milano durante la manifestazione per Gaza, scontro politico tra maggioranza e opposizione | VIDEO

martedì, 23 Settembre 2025
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Gli scontri esplosi a Milano alla Stazione Centrale durante la manifestazione per Gaza hanno acceso un duro confronto politico a Montecitorio, dove Lo Speciale ha raccolto le voci di maggioranza e opposizione. Da una parte il centrodestra, che punta il dito contro i violenti e chiede regole più severe per chi scende in piazza, dall’altra le opposizioni, che ribadiscono la condanna degli episodi ma denunciano la “strumentalizzazione” da parte del governo e il silenzio della premier Giorgia Meloni sul conflitto in Medio Oriente.

Scontri a Milano per Gaza, le dure reazioni di maggioranza e opposizione con le video interviste

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, ha sottolineato la necessità di isolare i facinorosi: “Bisogna isolare i violenti, non fomentare e soffiare sul fuoco. Alcune dichiarazioni politiche che danno la colpa a Meloni per Gaza non aiutano, è un modo per incitare i violenti. A Milano è stata bruciata l’immagine della premier, in Toscana addirittura un aliante ha celebrato gli attentatori del 7 ottobre. C’è stata violenza anche nei cori. La proposta di Salvini ‘chi rompe paga’ è un principio che può valere, anche se bisogna valutare la cauzione perché tutti devono avere la possibilità di manifestare. È comunque un’idea interessante su cui riflettere”.

Dalla maggioranza, anche il presidente dei senatori di FDI  Lucio Malan ha avvertito sui rischi della retorica dell’opposizione: “Parlare ogni giorno di complicità del governo italiano con un genocidio può far pensare a qualcuno che devastare o colpire le forze dell’ordine sia giustificato. È un messaggio pericoloso e inaccettabile”.

Sulla stessa linea il capogruppo alla Camera di FDI Galeazzo Bignami, che ha denunciato l’escalation di odio: “Non sembra che gli attacchi al Presidente del Consiglio siano stati solo commenti su Facebook. C’è chi arriva a chiedere perché non ci sia un cecchino che spari a Meloni. Sono fatti gravissimi che colpiscono la premier e le forze dell’ordine che garantiscono sicurezza e libertà”.

Di segno opposto le reazioni delle opposizioni, che hanno ribadito la condanna delle violenze ma accusato il governo di nascondersi dietro le tensioni di piazza per evitare di affrontare il tema centrale: Gaza.

Antonio Misiani lasciando la direzione del PD ha difeso il senso della manifestazione: “Abbiamo sempre condannato gli episodi di violenza, ma non può passare in secondo piano che ieri centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno chiesto la fine della guerra, la liberazione degli ostaggi e un impegno maggiore dell’Italia a sostegno del popolo palestinese”.

Per Angelo Bonelli (Avs) la responsabilità del governo è evidente: “Condanniamo sempre la violenza, ma aspettiamo che questa destra condanni quella assassina del governo Netanyahu. La proposta di Salvini di far pagare una cauzione a chi organizza manifestazioni? Il codice penale già prevede responsabilità individuali per i danni, nulla di nuovo”.

Anche Peppe De Cristofaro (Avs) ha denunciato la “strumentalizzazione”: “Isolare un episodio che ha riguardato poche decine di persone da un contesto gigantesco di centinaia di migliaia di manifestanti pacifici è insopportabile”.

Duro anche Matteo Orfini (PD), che ha bollato come “fantasiosa” la proposta di Salvini sulla cauzione preventiva: “Se non dice una sciocchezza al giorno non è contento. In un Paese con la storia delle piazze italiane, dove ci sono stati infiltrati e provocazioni, come si fa a pensare a una simile misura? Le violenze sono state gravi ma limitate, la maggior parte ha manifestato pacificamente. Il problema è che Meloni non dice una parola su Gaza, si rifiuta di venire in Parlamento a riferire, e preferisce enfatizzare la violenza di pochi per nascondere la complicità del suo governo con quanto accade in Medio Oriente”.

Ancora più diretto Francesco Silvestri (M5S): “Parlano di tre vetrine e di un personaggio che nessuno conosceva da una settimana, mentre è in corso un genocidio e il governo continua a finanziare Netanyahu con soldi italiani. È ridicolo”.

Lo scontro politico sembra destinato a proseguire. Se da un lato la maggioranza insiste sulla linea dura contro i violenti, dall’altro le opposizioni chiedono a Meloni di rompere il silenzio su Gaza e di riportare il dibattito sulla politica estera, invece che sulle sole tensioni di piazza.

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